La regolamentazione dell’influencer marketing: il commento di Francesco Inturri su Italia Oggi Sette

Francesco Inturri commenta la regolamentazione dell’attività degli influencer in un articolo di Italia Oggi Sette

L’importanza di quanto accade online è cresciuta ulteriormente negli ultimi anni, adattandosi alle modalità di socializzazione dei più giovani e normalizzandosi anche nella popolazione adulta durante l’emergenza sanitaria. Ciò ha portato al consolidarsi della figura degli influencer e delle sue numerose sfaccettature, fra le quali spiccano per complessità le sue declinazioni nel metaverso, l’emergere degli ambassador minorenni e la loro potenziale strumentazione, i microinfluencer e gli eventuali risvolti psicologici legati alla loro attività.

Sono ormai noti il potenziale e i rischi che questa categoria porta con sé: si stima un giro d’affari di 280 milioni di euro con oltre 450 mila posti di lavoro. Tuttavia, manca ancora una legislazione ad hoc che risponda efficacemente alla complessità di questo settore: il contratto di sponsorizzazione e quello più specifico di endorsement sono i più utilizzati, ma lasciano ampia libertà sulla normativa. Le loro clausole dovrebbero sempre toccare i temi del diritto d’autore, dell’obbligo di comunicazione trasparente e di rendere noto il rapporto tra brand e influencer, il rapporto con le piattaforme di contentsharing e con le società di collecting, il rispetto dei diritti di terzi, la contraffazione, la concorrenza sleale e le pratiche commerciali scorrette, fra cui la pubblicità occulta. Tale contesto si complica ulteriormente quando la creazione e la gestione dei contenuti è presa in carico da team di professionisti che ne garantiscono la qualità e l’efficacia.

“In particolare, è necessaria una chiara definizione dell’oggetto del contratto, della durata e delle sue modalità di esecuzione, nonché l’individuazione dei confini di utilizzo dei diritti di immagine dell’influencer” ha commentato Francesco Inturri, partner Andersen con esperienza in diritto societario e tutela della proprietà industriale. “Inoltre, l’influencer che si impegni a promuovere un bene, corredando alla promozione un codice sconto personalizzato i cui followers potranno servirsi al momento dell’acquisto, potrebbe essere inquadrato nella figura dell’intermediario commerciale, o a quella del procacciatore d’affari”.

In linea generale, si può affermare che la libertà di azione di un content creator è delimitata da due regole d’oro: non ledere la reputazione dei brand con cui collabora e non compromettere la propria immagine. Resta comunque fondamentale definire il perimetro dell’attività prestata dall’influencer al fine di poter individuare l’alveo contrattuale più appropriato per disciplinare gli oneri e i diritti di quest’ultimo.