Indennità di 600 euro: soggetti interessati e modalità di richiesta

Dal 1° aprile sarà possibile richiedere all’INPS e alle casse previdenziali private l’indennità di 600 euro prevista dal DL 18/2020.

Al fine di fronteggiare l’emergenza Covid-19, il DL 18/2020 (c.d. “Cura Italia”) ha disposto l’erogazione per il mese di marzo, probabilmente estendibile al mese di aprile, di un’indennità pari a 600 euro, non concorrente alla formazione del reddito, a particolari categorie di soggetti specificamente individuate all’interno degli articoli 27, 28, 29, 30, 38 del citato Decreto. Tale indennità verrà erogata direttamente dall’INPS che provvederà inoltre al monitoraggio del limite di spesa. La richiesta potrà essere effettuata, accedendo al portale INPS, a partire dal 1° aprile.

I contribuenti interessati dalla norma sono i seguenti:

  1. liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  2. lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (assicurazione generale obbligatoria), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata. A questo proposito l’INPS, con il messaggio n.1288 del 20 marzo, ha chiarito che tali contribuenti sono:
    • artigiani;
    • commercianti;
    • coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Il MEF ha voluto precisare inoltre che rientrano nella suddetta categoria anche gli agenti di commercio nonché i soci delle società di persone e di capitali iscritti a gestioni dell’INPS. L’indennità riconosciuta è personale e non attribuibile alla società; potrà pertanto essere richiesta, sussistendone le condizioni, da tutti i soci;

  1. lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del Decreto (17/03/2020), non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Decreto;
  2. operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
  3. lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione.

Si precisa che le indennità non sono tra esse cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

Con riferimento alle modalità di richiesta dell’indennità, l’INPS permette di inviare le specifiche domande attraverso l’inserimento della sola prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale o Contact Center. Una volta ricevuto, è possibile utilizzarlo immediatamente in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda.

Dal 1° aprile 2020 al 30° aprile 2020 anche i professionisti ed i lavoratori autonomi iscritti a casse previdenziali private potranno accedere all’indennità attraverso l’utilizzo del fondo di ultima istanza così come previsto dall’art. 44 DL 18/2020. Il sostegno al reddito è riconosciuto ai seguenti soggetti:

  1. lavoratori che abbiamo percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  2. lavoratori che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato o ridotto o sospeso la loro attività.

Viene specificato che:

  • per cessazione dell’attività si intende la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020;
  • per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa si intende una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività.

A differenza dei lavoratori autonomi, parasubordinati e determinate categorie di subordinati iscritti all’INPS, i soggetti iscritti a casse private dovranno fare richiesta direttamente alla propria cassa presentando un’autocertificazione nella quale venga attestato:

  • di essere un lavoratore autonomo/libero professionista non titolare di pensione;
  • di non essere già percettore delle altre indennità correlate all’emergenza Covid-19;
  • di non aver presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • di rispettare i requisiti reddituali sopra elencati;

Le casse previdenziali, previa verifica della regolarità contributiva, provvederanno all’erogazione dell’indennità in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate.