Incentivi per lo sviluppo della logistica agroalimentare: gli incentivi del MiPAAF finanziati dal PNRR

Il 19 ottobre 2022 è stato pubblicato sul sito del MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) l’avviso per l’accesso alle agevolazioni previste a sostegno degli investimenti per lo sviluppo della logistica agroalimentare tramite il miglioramento della capacità logistica dei mercati agroalimentari all’ingrosso.

Partono quindi i programmi di incentivazione per la crescita della logistica agroalimentare 2022 gestiti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e da Invitalia.

Il bando mette a disposizione 500 milioni di euro di fondi PNRR per sostenere progetti, investimenti e interventi delle imprese del settore agricolo, agroalimentare, della pesca, dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo.

L’Avviso indetto dal MiPAAF ha come obiettivo principale il miglioramento della competitività delle aziende agricole al fine di implementare una filiera agroalimentare sostenibile e sempre più green. Sicuramente una interessante occasione di ripresa post emergenza Covid per tutte le aziende del comparto agricolo italiano.

In questo approfondimento illustriamo gli elementi degli incentivi del MiPAAF per la crescita della logistica agroalimentare, i prerequisiti di accesso e le procedure per richiedere e ottenere le agevolazioni.

 

Le agevolazioni del Ministero

Gli aiuti previsti dal MiPAAF per lo sviluppo della logistica agricola sono agevolazioni destinate alle aziende che investono per ottimizzare i processi organizzativi, gestionali e strategici dall’approvvigionamento del prodotto alla distribuzione finale.

Gli investimenti si inseriscono nell’ambito dell’Investimento 2.1 “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo” della Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 1 – “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” del PNRR.

 

Le agevolazioni sono finalizzate a finanziare la realizzazione o l’ammodernamento di infrastrutture locali mercatali all’ingrosso nei settori: agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura, vivaismo.

 

La misura del PNRR prevede il sostegno agli investimenti materiali e immateriali quali:

  • locali di stoccaggio delle materie prime agricole
  • trasformazione e conservazione delle materie prime
  • digitalizzazione della logistica e interventi infrastrutturali sui mercati alimentari
  • investimenti nel trasporto alimentare e nella logistica per ridurre i costi ambientali ed economici
  • innovazione dei processi di produzione, dell’agricoltura di precisione e della tracciabilità (ad esempio attraverso la blockchain).

 

Ogni progetto dovrà avere un costo complessivo non superiore a € 20 milioni e non inferiore a € 5 milioni. Le agevolazioni saranno concesse, nella forma della sovvenzione diretta, fino a un massimo di € 10 milioni per progetto di investimento, non superiore in ogni caso alla differenza tra i costi ammissibili e il risultato operativo dell’investimento.

 

Possono beneficiare degli investimenti:

  • soggetti, pubblici o privati
  • gestori di mercati all’ingrosso operanti nei settori agroalimentare, ittico, florovivaistico.

 

Un importo pari almeno al 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria e tenendo conto del vincolo di destinazione territoriale di assegnazione delle risorse.

Le domande e le progettualità ivi incluse devono garantire il rispetto del principio “DNSH” (Do No Significant Harm) basato sull’assunto di “non arrecare danni significativi” agli obiettivi ambientali, fornendo spiegazioni e motivazioni sull’assoluto rispetto in linea con quanto richiesto dai criteri indicati nell’Avviso.

 

Domande di accesso alle agevolazioni

Le domande di accesso agli incentivi, complete dei relativi allegati e documenti richiesti, dovranno essere presentate all’Agenzia Invitalia esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC, a partire dalle ore 12.00 del 31 ottobre e fino alle 12.00 del 30 novembre.

 

Indirizzo a cui inviare la comunicazione PEC

logisticamercati@postacert.invitalia.it

 

Le istanze di partecipazione dovranno essere firmate digitalmente dal legale rappresentante ovvero dal procuratore del soggetto proponente e dovranno essere formulate secondo gli schemi resi disponibili nell’apposita sezione dedicata alla misura agevolativa del sito internet dell’Agenzia (www.invitalia.it).

 

I dati dell’agribusiness

Fortunatamente, l’esportazione del made in Italy agroalimentare non ha risentito eccessivamente della crescita dei costi di produzione, della crisi energetica e della minaccia di una recessione globale.

I dati ufficiali dei primi sette mesi del 2022 evidenziano un ottimo andamento delle spedizioni nazionali (+18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), dopo il grande risultato di 52 miliardi di euro del 2021.

Inoltre, l’incremento delle importazioni (+34% rispetto al medesimo trimestre 2021) è una spia della buona tenuta dell’attività di trasformazione, malgrado l’aumento dei costi delle industrie alimentari italiane. (fonte: ISMEA Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare)

Nonostante questi dati rassicuranti, il conflitto ucraino potrebbe determinare un aggravio dei costi di 15 mila euro per ogni impresa agricola del nostro Paese. Un report del CREA, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, stima che gli effetti della guerra e del caro-energia possano provocare una riduzione rilevante nel reddito netto delle aziende agricole, dell’ordine del 60%. L’analisi evidenzia che le difficoltà maggiori per gli agricoltori italiani risultano dai rincari del gas naturale, che è la principale materia prima per la produzione di fertilizzanti azotati. Si stima che i prezzi di questi fertilizzanti potrebbero subire aumenti anche del 200% su base annua.

Lo studio del CREA mostra altresì le differenze geografiche e produttive legate alla crisi. Le produzioni più penalizzate sono quelle specializzate in seminativi, cereali e ortofrutta, che registrano un incremento dei costi compreso tra il 65 e il 70%, legato in particolare ai rincari dell’energia e dei fertilizzanti. E quindi, a livello territoriale, le Regioni che subiranno i rincari più significativi sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, dove sono presenti aziende di cerealicoltura, ortofloricoltura, seminativi e granivori.