Regime degli impatriati: prolungamento con figlio nato anche dopo il rientro

L’art. 16 del D. Lgs. 147/2015 ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un regime fiscale di vantaggio per i lavoratori impatriati volto ad incentivare i lavoratori a trasferire la propria residenza all’interno del territorio dello Stato.
Tale agevolazione prevede che, per i soggetti che si trasferiscono in Italia nel rispetto dei requisiti previsti dalla norma, i redditi da lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo e i redditi d’impresa concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 30% (tale misura è ridotta al 10% se la residenza è trasferita in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia).
L’agevolazione per gli impatriati è applicabile, in linea generale, per una durata di cinque periodi d’imposta, decorrenti dall’anno di trasferimento della residenza fiscale in Italia.
L’art. 5 del DL 34/2019 (conv. L. 58/2019) ha apportato significative modifiche all’agevolazione in esame con riferimento ai trasferimenti in Italia effettuati con decorrenza 30 aprile 2019.

In estrema sintesi:

  • sono stati ampliati i requisiti per l’accesso al regime di favore;
  • la misura dell’agevolazione è stata resa più appetibile, con riduzione per i primi cinque anni dell’imponibile dal 50% al 30%;
  • è stata prevista la possibilità, in presenza di determinate condizioni, di prolungare la durata dell’agevolazione di ulteriori cinque anni, con tassazione nella misura del 50% (10% se il soggetto ha almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo) del reddito imponibile.

 

Con riferimento a tale ultimo punto, le condizioni da rispettare per il prolungamento sono, in alternativa:

  • avere almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;
  • l’acquisto di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei 12 mesi precedenti al trasferimento.

L’Agenzia delle Entrate, nelle risposte ai quesiti date in occasione di Telefisco in data 30.1.2020, ha fornito chiarimenti in merito al requisito legato ai figli a carico.
In tale sede, l’Amministrazione Finanziaria ha precisato che il presupposto richiesto dalla norma per l’estensione del beneficio temporale può sussistere sia prima del trasferimento in Italia, sia successivamente, a condizione che il figlio minorenne o a carico sia nato (ovvero in affido o adottato) entro la scadenza del primo quinquennio di fruizione dell’agevolazione.
Ad esempio, se il contribuente rientra in Italia nel periodo di imposta 2020, il figlio (o i tre figli) deve/ono essere nato/i entro il periodo di imposta 2024.