IMU 2022: incertezze sulla scelta dell’abitazione principale

Il 16 giugno scade il termine per il versamento dell’acconto dell’Imposta Municipale Propria (IMU) 2022. Nei calcoli per l’anno in corso[1], occorre però considerare anche la novità introdotta dalla norma che impone ad ogni nucleo familiare la scelta dell’unica abitazione principale che può esserne esentata.

Innanzitutto, può essere utile ricordare che è attualmente in vigore un’agevolazione che esenta dall’imposta l’unica abitazione – cd. principale – nella quale sussistano congiuntamente:

  • il requisito “di diritto” (residenza anagrafica)
  • ed il requisito “di fatto” (residenza civilistica, dimora abituale)

del nucleo familiare.

 

Novità 2022

Il legislatore (con l’art. 5-decies del D.L. n. 146 del 2021) è intervenuto per modificare il testo previgente riconoscendo la possibilità di fruire dell’agevolazione per l’abitazione principale soltanto sull’immobile scelto dai componenti del nucleo familiare; l’alternativa riguarda sia il caso di immobili situati nello stesso comune sia di immobili situati in comuni diversi.

La modifica in esame si è resa necessaria per far fronte, da un lato, al contrasto fra le posizioni della Corte di Cassazione (ex multis, Ordinanze n. 4166 e n. 4170 del 2020) e del MEF (Circolare n. 3 del 2012) e, dall’altro lato, al proliferare dei casi nei quali i coniugi fissavano la dimora abituale e la residenza anagrafica in comuni diversi, beneficiando – spesso abusivamente – di una doppia esenzione.

 

Modalità di effettuazione della scelta

A tal fine, la scelta andrà effettuata in sede di dichiarazione IMU, da presentare entro il 30 giugno 2023, con le modalità operative che sono state definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze durante il “Telefisco 2022”, ove è stato precisato che:

  • accanto all’immobile scelto occorre flaggare il campo “15” (Esenzione)
  • e nelle “Annotazioni” in calce occorre indicare che “l’abitazione principale [è stata] scelta dal nucleo familiare ai sensi dell’art. 1, co. 741, lett. b) della L. 160 del 2019”.

 

Possibili evoluzioni della disciplina

Da ultimo, è il caso di richiamare l’attenzione sul fatto che la norma potrebbe subire modifiche prima del termine di presentazione della dichiarazione, in quanto (con l’Ordinanza n. 94 del 12 aprile 2022) la Consulta ha sollevato in via autonoma la questione di legittimità costituzionale sulla precedente formulazione della norma (e, segnatamente, sul quarto periodo dell’art. 13, co. 2 del D.L. 201/2011, come modificato dalla L. 147/2013) nella parte in cui ha differenziato il trattamento dei possessori degli immobili in base all’appartenenza o meno ad un nucleo familiare[2].

Se, quindi, dovesse intervenire la suddetta declaratoria di incostituzionalità, disancorando l’abitazione principale dal concetto di nucleo familiare, vi sarebbero certamente riflessi anche sulla disciplina attuale e si dovrebbe poi consentire al contribuente di presentare – se del caso – istanza di rimborso per i versamenti non dovuti sull’altra abitazione, effettuati nel corso del 2022.

 

Federico Ciravegna

 

[1] L’IMU è dovuta in proporzione alla quota di possesso dell’immobile e ai mesi effettivi di detenzione, considerando il mese per intero se il possesso si è protratto per più della metà dei giorni dello stesso.

[2] Anche considerando che il nesso con il “nucleo familiare” non era presente né nella disciplina IMU originaria (art. 8 del D.Lgs. n. 23 del 2011) né nella successiva formulazione, che ne ha costituito la prima applicazione.