Impresa multinazionale in perdurante perdita operativa: illegittima la ripresa automatica e costruita solo su base presuntiva

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (sentenza 928/20/2019) torna sulla vexata questio delle società che si trovano in perdurante perdita operativa. Nel caso di specie, la società italiana facente parte di un gruppo multinazionale operante nel settore farmaceutico, aveva fatto registrare perdite operative oltre il periodo di start-up (dal 1997 al 2013), mentre a livello consolidato il Gruppo evidenziava una marginalità operativa positiva.

Secondo l’Ufficio, tale deficit “fisiologico” avrebbe costituito l’evidenza di taluni servizi intercompany (marketing) svolti dall’entità italiana a favore del Gruppo – non remunerati – determinandone quindi l’ammontare in modo presuntivo, di importo pari alla perdita operativa.

La contribuente aveva, di converso, ampiamente documentato la genesi di tali risultati, attribuendoli alla difficoltà di competere con gruppi di maggiori dimensioni, oltre che alle politiche governative legate alla riduzione forzosa dei prezzi dei farmaci.

Le linee guida OCSE sui prezzi di trasferimento (OECD – TPG), se da un lato ammettono che un’impresa in perdita “sistematica” potrebbe non ricevere una adeguata remunerazione per le funzioni dalla stessa rese a favore del Gruppo di cui costituisce emanazione, dall’altro lato ammoniscono che solo a seguito della “accurate delineation of the transaction” tale assunto possa essere confermato o smentito, non potendo applicarsi alcun automatismo o presunzione.

Peraltro, le OECD – TPG al paragrafo 1.132 specificamente prevedono che l’arm’s length price debba subire degli adjustments in presenza di politiche governative come “price controls” o “price cuts”.

La Commissione quindi, correttamente applicando le OECD – TPG nel caso di specie, ha confermato la sentenza dei giudici di prime cure, ritenendo che il servizio infragruppo configurato dall’Ufficio fosse sfornito di prova e costruito solo su base presuntiva.