Il rimborso non dovuto è equiparato a omesso versamento

Con l’Ordinanza n. 20585 del 19 luglio 2021 la Corte di Cassazione ha enunciato il principio di diritto secondo il quale in caso di indebito rimborso trovano applicazione le sanzioni amministrative per omesso versamento di un tributo ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997.

Nel caso in esame una società aveva proposto ricorso avverso un atto di contestazione con cui l’Agenzia delle entrate aveva irrogato sanzioni amministrative per omesso versamento dell’IVA generatosi a seguito del rimborso della medesima imposta rivelatosi successivamente indebito.

I giudici del merito accoglievano l’appello della società assumendo che non fosse consentita l’irrogazione delle sanzioni amministrative per omesso versamento dell’IVA nel caso di suo indebito rimborso.

Avverso tale sentenza l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per Cassazione lamentando la violazione dell’art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997 che al comma 2 prevede che “Fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto”.

La Corte di Cassazione, sulla scorta di precedenti orientamenti, accoglieva le doglianze dell’Ufficio e cassava la sentenza della CTR Marche con rinvio, ritenendo che l’indebito rimborso non possa configurarsi quale mera violazione formale generando verso l’erario un vero e proprio danno.

Secondo i giudici di legittimità, infatti, alla stregua di quanto accade per l’omesso versamento di un tributo, l’indebito rimborso comporta un ritardo per l’Erario nell’incasso delle somme spettanti per effetto dell’errata restituzione di quanto in precedenza versato, con conseguente applicazione della sanzione amministrativa citata allo scopo di prevenire e limitare condotte tali da provocare ammanchi nelle casse del fisco.

Si segnala in senso contrario la pronuncia della Corte di Cassazione del 6 luglio 2010 n. 15938, in cui il collegio, valorizzando il principio di legalità, avevano stabilito che tale condotta non è sanzionabile in via generale, non essendo prevista alcuna norma specifica in tal senso.

Cecilia Breviglieri