Il Governo Draghi esercita la Golden Power

Il Governo ha scelto di intervenire per bloccare l'acquisizione della Lpe di Baranzate, azienda che produce semiconduttori, da parte del gruppo cinese Shenzen Invenland Holding.

Il Governo Draghi lo scorso 31 marzo ha esercitato i poteri derivanti dalla normativa sulla Golden Power per bloccare la vendita del 70% di una azienda italiana, la Lpe di Branzate, al gruppo cinese Shenzen Invenland Holdings, attivo nel settore dei semiconduttori a livello globale.

Il Presidente Draghi ha sottolineato che “la carenza di semiconduttori ha costretto molti costruttori di auto a rallentare la produzione lo scorso anno e quindi è diventato un settore strategico”. E, la Golden Power, ha ribadito sempre Draghi, è uno strumento a disposizione del Governo per evitare la cessione di asset strategici a potenze straniere, che deve essere usato quando possibili operazioni straordinarie pregiudicano gli interessi nazionali.

La notifica dell’acquisizione era arrivata a Palazzo Chigi il 28 dicembre 2020. Il ministero dello Sviluppo economico, d’intesa con il Dis, il ministero della Difesa e il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha proposto l’esercizio dei poteri speciali nella forma dell’opposizione all’acquisto ai sensi dell’art. 2, comma 6 del decreto-legge n. 21/2012. Secondo il provvedimento — che non è ancora pubblico — il passaggio del controllo (il 70%) di Lpe comporterebbe «un rischio eccezionale per gli interessi pubblici relativi alla continuità degli approvvigionamenti di dispositivi elettronici a semiconduttore per una pluralità di ambiti (tra cui infrastrutture energetiche, intelligenza artificiale, 5G, IoT).

La Lpe risulta essere l’unica azienda italiana e leader a livello mondiale nella tecnologia epitassiale, ovvero quella tecnologia che permette di realizzare le connessioni tra i vari dispositivi di un chip. È di fondamentale importanza nell’intero processo di produzione dei circuiti integrati.  I reattori epitassiali sono infatti prodotti ad alto contenuto tecnologico, attraverso i quali viene effettuata una delle fasi del processo di fabbricazione di dispositivi elettronici a semiconduttore, per realizzare componenti presenti nella maggior parte degli apparati elettronici in commercio (smartphone, nei pc, tablet e laptop) e anche nelle automobili di ultima generazione.

L’importanza strategica del settore è diventata da diversi mesi sempre più evidente, da quando in particolare le catene di fornitura hanno iniziato ad avere problemi nel trovare prodotti del genere. La carenza ha colpito anche le industrie americane. Il Presidente americano Joe Biden ha firmato poche settimane fa un ordine esecutivo per arginare la carenza di chip e ridurre la dipendenza dall’estremo oriente, annunciando che presto stanzierà quasi 40 miliardi di dollari sulla produzione made in Usa.  Il mercato dei circuiti elettronici integrati più grande al mondo è quello cinese. Nel 2020 il settore per Pechino ha registrato una crescita arrivando a sfiorare i 150 miliardi di dollari. In questo senso la mossa del Presidente Draghi potrebbe essere strettamente connessa all’amministrazione Biden di arginare la presenza della Cina in un settore sempre più strategico come quello dei semimetalli.

Luca Condoleo