Il crac di Signa suona l’allarme per le banche. Il rischio del contagio
Pubblichiamo un estratto dell’articolo uscito sul settimanale economico Affari & Finanza de la Repubblica scritto dalla giornalista Carlotta Scozzari che pubblica un commento del partner di Andersen Giacomo Morri, che recentemente si è unito allo studio.
L’articolo tratta del fallimento di Signa, colosso immobiliare austriaco con un patrimonio di oltre 27 miliardi e investimenti in progetti di sviluppo per altri 25, che la scorsa settimana ha dovuto presentare istanza di insolvenza, principalmente, a causa dell’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce per contrastare l’inflazione. A questo già pesante danno vanno aggiunti poi i risultati negativi registrati dal settore del real estate in questi anni, che con il covid e l’utilizzo sempre maggiore dello smart working ha visto crollare la richiesta di immobili ad uso ufficio.
Il commento di Morri
Secondo Giacomo Morri, a cui è stato chiesto se il crac di Signa rischia di innescare una nuova crisi del settore immobiliare paragonabile a quanto accaduto nel 2008, al momento la situazione non risulta essere così preoccupante. Le situazioni di crisi, infatti, non sembrano essere così diffuse come allora, ma sono più colpiti gli imprenditori che già risultavano particolarmente indebitati o con immobili acquistati con stime di valore poco realistiche e che ora presentano problemi nella vendita.
- Leggi il commento integrale (PDF, 120.01 KB)