Golden Power: novità normative, settori strategici e recenti sviluppi applicativi nel 2026
I nostri esperti di Golden Power hanno approfondito il quadro normativo analizzandone anche le più recenti novità introdotte dal Legislatore.
La disciplina del Golden Power continua ad assumere un ruolo centrale nel controllo degli investimenti esteri e nella tutela degli asset strategici nazionali, anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo e dell’ampliamento progressivo dei poteri speciali del Governo.
Dalla sostituzione del modello del Golden Share con il D.L. n. 21/2012 fino alle recenti modifiche introdotte dalla legge n. 4/2026, il sistema dei poteri speciali ha conosciuto una progressiva estensione del proprio ambito applicativo. Tale evoluzione ha interessato non solo i settori della difesa e della sicurezza nazionale, ma anche ambiti sempre più rilevanti sotto il profilo strategico ed economico, quali le telecomunicazioni 5G, l’energia, i trasporti, le comunicazioni e, da ultimo, i comparti finanziario, creditizio e assicurativo.
Settori strategici per il Golden Power e sicurezza economica nazionale
L’ambito di applicazione della disciplina Golden Power è oggi particolarmente ampio e articolato. Esso si fonda sull’individuazione di settori e attivi considerati strategici per la tutela degli interessi essenziali dello Stato, anche in relazione ai profili di sicurezza economica e continuità operativa.
In tale contesto assumono rilievo gli attivi strategici individuati dai DPCM nn. 179 e 180 del 2020, che definiscono le infrastrutture critiche e le tecnologie rilevanti.
La progressiva estensione della disciplina ha inoltre ricompreso tecnologie emergenti e sistemi ad alto contenuto innovativo, in linea con il Regolamento (UE) 2019/452 sul controllo degli investimenti esteri diretti.
Notifica, prenotifica e sanzioni
Vengono inoltre analizzati i presupposti per l’esercizio dei poteri speciali, il procedimento di notifica e prenotifica alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
In particolare, ai sensi dell’articolo 1 del D.L. n. 21/2012, gli atti, le operazioni e le delibere aventi ad oggetto la modifica della titolarità, del controllo o della disponibilità di attivi strategici devono essere notificati alla Presidenza del Consiglio dei ministri prima del loro perfezionamento o della loro esecuzione.
Il sistema distingue inoltre, un meccanismo di prenotifica introdotto dal DPCM 1° agosto 2022, n. 133, che consente all’operatore di sottoporre preventivamente l’operazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere una valutazione preliminare sulla sua riconducibilità o meno nell’ambito di applicazione del Golden Power. L’esito può consistere nell’esclusione dall’obbligo di notifica, nella necessità di attivare la procedura formale oppure nell’insussistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri speciali.
Il sistema sanzionatorio prevede, in caso di violazione dell’obbligo di notifica o degli obblighi derivanti dal provvedimento di esercizio dei poteri speciali, l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino al doppio del valore dell’operazione e comunque non inferiori all’uno per cento del fatturato delle imprese coinvolte. È inoltre prevista la nullità degli atti adottati in violazione delle condizioni imposte.
Giurisprudenza recente e caso Pirelli
Negli ultimi anni la disciplina del Golden Power è stata oggetto di una significativa elaborazione giurisprudenziale, volta a chiarirne i presupposti applicativi e i limiti di intervento.
In particolare, il Consiglio di Stato ha recentemente affrontato il tema dell’applicabilità dei poteri speciali alle operazioni di costituzione di pegni su partecipazioni societarie, chiarendo che la disciplina non può essere estesa a fattispecie che non determinino una modifica attuale e concreta degli assetti di controllo o della disponibilità degli asset strategici.
Un ulteriore esempio di applicazione della disciplina è rappresentato dal caso Pirelli & C. S.p.A., oggetto del DPCM 9 aprile 2026. In tale contesto l’intervento del Governo è concentrato sulla tutela della tecnologia “Cyber Tyre” e sulla salvaguardia degli asset strategici della società, alla luce della rilevanza industriale e tecnologica del gruppo e della struttura della compagine societaria.
Il Golden Power in sintesi
L’evoluzione della disciplina Golden Power conferma la crescente attenzione del Legislatore verso la tutela delle infrastrutture critiche, delle tecnologie strategiche e della sicurezza economica nazionale.
Il sistema dei poteri speciali rappresenta uno strumento di bilanciamento tra esigenze di attrazione degli investimenti esteri e necessità di protezione degli interessi essenziali dello Stato. Tale equilibrio si riflette anche nella crescente integrazione tra normativa nazionale ed europea e nell’aumento delle operazioni soggette a screening, che testimoniano l’evoluzione del Golden Power da strumento eccezionale a meccanismo strutturale di governance degli investimenti strategici.
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