First playable fund: l’Italia sostiene lo sviluppo dei videogiochi

Al fine di sostenere il settore dell’entertainment digitale, il governo ha previsto con l’art. 38 del DL n. 34/2020 l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo per l’Intrattenimento Digitale o «First Playable Fund».

In particolare, le risorse sono state messe a disposizione al fine di agevolare lo sviluppo dell’industria dei videogiochi a livello nazionale, con l’obiettivo di sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames necessarie alla realizzazione di prototipi tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, e per un importo compreso tra 10.000 e 200.000 euro per singolo prototipo.
L’utilizzo dei suddetti contributi potrà avvenire esclusivamente per la realizzazione di prototipi i cui prodotti dovranno essere poi destinati alla distribuzione commerciale.
Per poter essere ammesse al bonus disciplinato dal Decreto Rilancio le imprese devono possedere i seguenti requisiti:

  • avere la sede legale nello Spazio Economico Europeo;
  • essere soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, o per la presenza di una sede operativa in Italia;
  • avere un capitale sociale minimo interamente versato ed un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro;
  • possedere una classificazione ATECO 58.2 o 62.

A tal fine le spese ammissibili per poter usufruire dell’agevolazione sono quelle riferite a:

  1. prestazioni lavorative svolte dal personale dell’impresa nelle attività di realizzazione di prototipi;
  2. prestazioni professionali commissionate a liberi professionisti o ad altre imprese finalizzate alla realizzazione di prototipi;
  3. attrezzature tecniche (hardware) acquistate per la realizzazione dei prototipi;
  4. licenze di software acquistate per la realizzazione dei prototipi.

La realizzazione del prototipo dovrà avvenire entro il termine di 18 mesi dal riconoscimento di ammissibilità della domanda e secondo le modalità che saranno previste da un successivo Decreto del MISE da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL Rilancio.

 

Mattia Dassi