Fattura elettronica e corrispettivi: nuove regole dal 1° luglio 2019

Fatturazione elettronica

Con decorrenza dallo scorso 1° luglio le fatture immediate dovranno essere emesse (quindi inviate al S.D.I.) entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’art. 6 del DPR 633/72. Di precipua importanza è l’indicazione in fattura della data di effettuazione dell’operazione, se diversa da quella di emissione del documento, ovvero così come precisato dall’A.E. nella Circolare n.14 del 17.06 us, nel campo “data” della sezione “dati generali” del file della e-fattura deve essere riportata la data di effettuazione dell’operazione (art. 6 DPR 633/72), in quanto il S.D.I. attesta in modo inequivocabile la data e l’orario di avvenuta trasmissione della fattura elettronica.
Per quanto riguarda invece la fattura differita, nel rimandare alla già nota disciplina contenuta nell’art. 21 DPR 633/72 (emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione), si segnala che l’Amministrazione Finanziaria nella citata circolare ha chiarito che la data da indicare nel file è quella dell’ultima operazione effettuata nel periodo. Ad esempio, nel caso di due operazioni documentate con Ddt del 22 giugno e del 27 giugno, la fattura differita potrà essere inviata al S.D.I. entro il 15 luglio, riportando nel campo data il 27 giugno. Degna di nota anche l’ulteriore precisazione fornita da Assosoftware sul proprio portale e frutto di interlocuzioni con l’A.E., in cui si ammette di indicare anche una data successiva ovvero quella in cui il documento è predisposto ed inviato al S.D.I..

In caso di mancato rispetto della tempistica sopra descritta, si applicano le sanzioni previste dall’art. 6 del DLgs. 471/97 (dal 90% al 180% dell’imposta, con un minimo di 500 euro).

Per i contribuenti che liquidano l’I.V.A. mensilmente, fino al 30.9.2019 le sanzioni di cui sopra si applicano con riduzione dell’80%, a condizione però che la fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione I.V.A. relativa al periodo successivo. Per i contribuenti che liquidano l’I.V.A. trimestralmente la moratoria nell’applicazione delle sanzioni scadrà il prossimo 30.09.

 

Corrispettivi elettronici

L’articolo 17 D.L. 119/2018 (modificando l’articolo 2 D.Lgs. 127/2015) ha esteso l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2020, a tutti i soggetti di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/1972 di memorizzazione e invio dei corrispettivi elettronici. Tale obbligo trova un’anticipazione al 1° luglio 2019 per i soggetti (di cui allo stesso articolo 22) che nel 2018 hanno realizzato un volume d’affari superiore a euro 400.000.
Doveroso ricordare che la determinazione del volume d’affari deve tener conto di tutte le operazioni realizzate dal soggetto passivo (con riferimento all’anno 2018), ivi comprese quelle documentate da fattura. Restano esclusi fino al 31 dicembre 2019 i contribuenti i cui corrispettivi sono “marginali, ovvero non superano l’1% del volume d’affari realizzato nel 2018 (D.M. 10.05.2019). Per i contribuenti che effettuano prestazioni di commercio elettronico i corrispettivi continuano ad essere esonerati dall’invio telematico (Risposta n. 198 AE del 19.06.2019).
Così come per le fatture elettroniche, anche per i corrispettivi elettronici si avranno 12 giorni di tempo per il loro invio. Resta tuttavia in vigore l’obbligo di memorizzazione dei dati, che dovrà continuare ad essere effettuato con cadenza giornaliera e che quindi non comporterà alcuna conseguenza sulla liquidazione I.V.A. del periodo.

Nel primo semestre di vigenza dell’obbligo decorrente dal 1° luglio per i soggetti interessati dall’applicazione anticipata e dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri, vi è una moratoria nell’applicazione delle sanzioni con riferimento ai tempi di trasmissione dei corrispettivi giornalieri. In particolare, le sanzioni non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (sul punto si veda anche Circolare AE n. 15/E dello scorso 29 giugno). Si segnala altresì che per i soggetti che non abbiano ancora la disponibilità di un registratore telematico, vi è la possibilità di assolvere l’obbligo di trasmissione dei dati entro il medesimo termine (entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione) con modalità tecniche che troveranno disciplina in un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate di prossima emanazione.