Diritto del Lavoro e IA

European Employment Insights – Aprile 2026

I professionisti europei di Andersen, attivi in oltre 20 giurisdizioni, hanno contribuito alla redazione dell’ultima Newsletter Employment Insights, offrendo una panoramica strutturata delle principali novità in materia di diritto del lavoro a livello europeo. Il contributo analizza i più recenti sviluppi normativi, le linee guida, gli orientamenti giurisprudenziali e le evoluzioni della contrattazione collettiva nei diversi contesti nazionali.

Tra gli interventi più significativi, ad esempio, la recente riforma introdotta in Grecia, che prevede criteri più stringenti per l’accesso all’arbitrato nelle controversie collettive di lavoro, in un più ampio processo di razionalizzazione degli strumenti di risoluzione delle dispute, con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficiente la gestione dei conflitti tra le parti sociali.

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La professione legale ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

In questo numero, Uberto Percivalle, Partner di Andersen in Italia, analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla pratica legale insieme a Cian Moriarty, Partner di Philip Lee LLP, studio collaboratore in Irlanda. Il confronto si concentra in particolare sull’evoluzione delle aspettative del mercato e sulla ridefinizione del rapporto tra professionista e cliente alla luce dell’adozione di queste tecnologie.

Dal punto di vista del mercato irlandese, Moriarty evidenzia come gli studi legali di Dublino stiano adottando un approccio progressivo e prudente, basato su una fase iniziale di sperimentazione. In questa fase, l’intelligenza artificiale non viene percepita come una minaccia strutturale, quanto piuttosto come un potenziale fattore abilitante. Rimane infatti centrale il valore della relazione fiduciaria tra avvocato e cliente, elemento che, allo stato attuale, non risulta replicabile da soluzioni automatizzate.

L’impatto più significativo è atteso invece sul piano operativo ed economico. In particolare, si prospetta una pressione crescente su compensi e tempistiche: da un lato, i clienti tenderanno a richiedere maggiore efficienza e rapidità nelle risposte; dall’altro, il mercato potrebbe orientarsi verso una riduzione delle tariffe, coerente con l’incremento di produttività reso possibile dall’IA. In questo contesto, la vera sfida per gli studi legali sarà integrare la tecnologia come strumento di potenziamento delle competenze, evitando un utilizzo meramente sostitutivo o elusivo dei processi di apprendimento.

Permangono tuttavia profili di rischio rilevanti. L’intelligenza artificiale non garantisce, infatti, né l’accuratezza delle risposte generate, né la piena riservatezza delle informazioni trattate. Per questo motivo, l’adozione di policy interne strutturate e di adeguati protocolli di utilizzo diventa un passaggio imprescindibile. Tali strumenti saranno fondamentali non solo per mitigare i rischi, ma anche per accompagnare un’evoluzione dell’infrastruttura organizzativa degli studi, finalizzata a migliorare in modo sostenibile la qualità del servizio di consulenza legale.

Italia: il diritto del lavoro tra incentivi, flessibilità e nuove tutele

Per l’Italia, Uberto Percivalle, Partner responsabile della service line Employment & Labor, ha analizzato i principali interventi nel settore del diritto del lavoro, con particolare riferimento ai recenti sviluppi in materia di licenziamento per malattia reiterata e nel caso di trasferimento d’azienda.

Blocco partiche illecite di monitoraggio dei dipendenti

L’Autorità Garante è intervenuta il 24 febbraio 2026 nei confronti di una delle principali piattaforme globali di vendita online ordinando il blocco del tracciamento delle conversazioni dei propri manager con i dipendenti registrando dettagli come la partecipazione a scioperi o le informazioni su situazioni familiari e personali. L’azienda ha chiarito che queste informazioni avevano l’unico scopo di aiutare a mantenere comunicazioni regolari ed efficaci all’interno dei team ma nonostante questo la particolare sensibilità dei dati raccolti e la prolungata conservazione degli stessi  rappresenta una violazione della privacy troppo invasiva.

I piani di integrazione salariale

L’INPS ha chiarito che le disposizioni della legge di bilancio 2026 prevedono due situazioni in cui i piani di integrazione salariale possono essere finanziati in caso di chiusura di stabilimenti: la prima quando vi siano concrete e reali prospettive di trasferimento dell’attività per favorire quindi la continuità aziendale e la seconda quando vi siano concrete prospettive di recupero di un numero significativo di posti di lavoro 8il 70% degli esuberi).

Licenziamento per malattia reiterata

La Corte di Cassazione n. 5469 dell’11 marzo 2026 è intervenuta  stabilendo che il datore di lavoro non può licenziare facendo affidamento su ragioni organizzative quando il lavoratore è in malattia, anche nel caso di scarso rendimento come nel caso affrontato in cui un lavoratore in presenza dei turni notturni si assentava per malattia creando concreti problemi di organizzazione del lavoro per le frequenti assenze intermittenti. In questo caso la Corte ha stabilito che il licenziamento per assenze ripetute è possibile solo dopo il superamento del periodo di comporto.

Indennità di licenziamento e danni da trasferimento d’azienda

Con la sentenza n. 4665 del 2 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che aveva ceduto parte della propria attività successivamente però un tribunale ha dichiarato nulla la cessione e con conseguente reintegrazione del lavoratore ceduto, che nel frattempo era stato licenziato con conseguente pagamento di indennità di fine rapporto. il lavoratore dopo la sentenza di reintegrazione è ha chiesto il risarcimento del danno che gli è stato stato riconosciuto dal giudice ma compensato con la somma dell’indennità di fine rapporto. La Corte di Cassazione è però intervenuta stabilendo che l’indennità di fine rapporto non può compensare i danni perché i due pagamenti hanno origine da situazioni diverse la prima dal licenziamento e solo la seconda dal trasferimento d’azienda.

Responsabilità in tema di sicurezza sul luogo di lavoro anche per decisione autonoma del lavoratore

La Corte di Cassazione ha esaminato le conseguenze di un infortunio sul lavoro in cui un dipendente feritosi a un braccio mentre puliva un meccanismo rotante senza arrestarlo, contrariamente alle istruzioni ricevute.  La Corte ha confermato l’orientamento consolidato secondo cui il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile anche quando il lavoratore viola le istruzioni, purché il comportamento di quest’ultimo non sia abnorme o imprevedibile perché la rimane una responsabilità del datore di lavoro se non sono adottate misure adeguate per prevenire o ridurre tutti i rischi prevedibili.