EU Whistleblower Directive: l’applicazione della direttiva in 20 Paesi europei

Il dipartimento europeo Employment di Andersen che riunisce i professionisti in ambito giuslavoristico degli studi Andersen nella Regione, ha completato la nuova edizione della pubblicazione in materia di occupazione.

In questo documento viene analizzata la Direttiva Whistleblower e la sua implementazione in 20 diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. I nostri esperti Francesca Capoferri e Matteo Amici hanno anche esaminato le norme i datori di lavoro e i dipendenti dovranno osservare in futuro.

Il 16 dicembre 2019 è infatti entrata in vigore la Direttiva europea sui Whistleblower 2019/1937. La direttiva avrà un impatto significativo, soprattutto per i datori di lavoro e mira a introdurre una protezione minima uniforme in tutta l’Unione Europea per i cosiddetti whistleblower e a migliorare l’individuazione delle violazioni del diritto europeo.

Lo sviluppo della direttiva è stato guidato, tra l’altro, dall’inefficacia dei meccanismi di segnalazione esistenti nelle organizzazioni, che scoraggiano i whistleblower e li stimolano a rimanere in silenzio su comportamenti scorretti o minacce nascoste.

 

Il campo di applicazione della Direttiva è ampio. Secondo la nuova norma, non solo i dipendenti ma anche altri soggetti – quali funzionari, lavoratori autonomi, azionisti e membri di un organo di gestione o di controllo di una società – sono ammissibili come whistleblower.

Inoltre, i cosiddetti facilitatori, per esempio i terzi collegati con i whistleblower (ad esempio, colleghi o parenti del soggetto), devono anche essere protetti da possibili rappresaglie. I facilitatori sono persone che assistono in modo confidenziale un whistleblower nel fare una segnalazione in un contesto professionale. Va notato, tuttavia, che la Direttiva intende proteggere solo le persone in buona fede. Così, una persona è considerata un whistleblower solo se c’era un motivo ragionevole per credere che le informazioni segnalate sulle violazioni fossero vere al momento della segnalazione e che tali informazioni rientrassero nell’ambito della Direttiva.

 

La pubblicazione del dipartimento europeo Employment fornisce una panoramica pratica di come e in che misura la Direttiva Whistleblower sia stata implementata nei singoli Stati europei. Inoltre, vuole mettere in evidenza gli elementi che datori di lavoro e dipendenti dovranno tener conto da qui in avanti.
I componenti del dipartimento europeo che operano fuori dell’Unione Europea forniscono una panoramica se e come la protezione dei whistleblower venga fornita nei loro Paesi.