Estensione della Dichiarazione Non Finanziaria alle PMI

La proposta di direttiva europea n. 2021/0104, del 21 aprile 2021, rappresenta un primo step che porterà ad ampliare il già esaustivo set di regolamentazione in materia di bilancio e di Non-Financial Disclosure.

La novità principale contenuta nella proposta riguarda un significativo incremento dei soggetti obbligati alla redazione di una Dichiarazione non Finanziaria.

L’attuale obbligo della Dichiarazione ricade in capo agli emittenti quotati e agli emittenti diffusi, rientranti nel più ampio insieme degli enti di interesse pubblico: sulla base di soglie dimensionali stabilite dall’art. 2 del D. Lgs. 30 dicembre 2016 n. 254, l’obbligo sorge qualora tali enti :

  • abbiano avuto nel corso dell’esercizio un numero di dipendenti in media superiore a 500;
  • alla data di chiusura del bilancio, abbiano avuto un totale dello Stato Patrimoniale superiore a 20 milioni di euro ovvero, alternativamente, un totale di ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiore a 40 milioni di euro.

Sono, inoltre, esentate dall’obbligo di rendicontazione le società controllate, se la loro società madre redige una rendicontazione di gruppo (DNF consolidata).

La proposta di direttiva prevede l’estensione dell’obbligo di rendicontazione di sostenibilità anche:

  • alle piccole e medie imprese (PMI) i cui titoli sono trattati su mercati regolamentari europei;
  • alle società di grandi dimensioni, quotate e non, le cui soglie sono inferiori ai parametri stabiliti dall’art 2 D.Lgs. n. 254/2016.

Resta fermo che la redazione di bilanci di sostenibilità è su base volontaria da parte delle PMI non quotate. Sono, invece, completamente escluse dalla rendicontazione di sostenibilità le microimprese.

Non a caso l’obbligo imposto dal legislatore di redazione della DNF costituisce solo il preludio di un più ampio disegno che ha alla base il soddisfacimento di quelle che sono le vere esigenze degli stakeholder (in particolare investitori). Ed è evidente che la non adozione di un adeguato sistema di informazione, anche su base volontaria, potrebbe comportare l’esclusione dal mercato e dalla appetibilità per gli stakeholder.