ESG e hospitality
L'impatto della sostenibilità nel settore dell'hospitality
Il Desk Innovazione Sostenibile si è occupato della realizzazione di una ricerca atta a comprendere come il settore l’ospitalità si sta evolvendo verso una maggiore sostenibilità. Questa dinamica non risulta essere trainata dai soli operatori, ma anche dai consumatori che sono sempre maggiormente incentivati a ricercare delle soluzioni che rispettino i requisiti di sostenibilità.
La sostenibilità sta permeando diverse attività umane, attestandosi come un aspetto centrale delle scelte degli individui e delle aziende. Da questa dinamica non esulano le scelte che riguardano il settore dell’hospitality e le sue modalità di fruizione.
Secondo il Cambridge Institute for Sustainability Leadership, il turismo è oggi responsabile del 10% delle emissioni di gas serra a livello globale e, ci si aspetta, un aumento di questa cifra del 130% entro il 2035. L’International Tourism Partnership ha, inoltre, rilevato come l’industria alberghiera, per adeguarsi a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi sul clima, dovrebbe ridurre l’emissione di gas serra del 90% entro il 2050.
Date queste evidenze anche i consumatori appaiono sempre più sensibili a questo tema al punto che il 76% degli stessi esprime il desiderio di viaggiare in modo più sostenibile e il 43% dichiara di essere disposto a pagare di più per le opzioni di viaggio dotate di una certificazione di sostenibilità.
Se da una parte cresce la richiesta di una maggiore sostenibilità per questo settore da parte degli utenti, si rileva come oggi, sempre maggiormente, anche gli operatori stiano cambiando il loro tradizionale approccio andando ad integrare, nei loro modelli di business, pratiche più sostenibili e dotandosi di certificazioni che ne attestino i comportamenti virtuosi.
L’obiettivo di questo documento è mostrare come il settore dell’hospitality si stia evolvendo verso una maggiore sostenibilità presentando le azioni e le pratiche più frequenti, gli obblighi da ottemperare e le certificazioni conseguibili da parte degli addetti ai lavori.
La rilevanza del settore dell’hospitality e il suo impatto
Turismo e viaggi rappresentano un business estremamente rilevante, non solo dal punto di vista internazionale, ma anche a livello nazionale.
Nel periodo post pandemico, si è assistito non tanto alla ripresa del settore, ma ad un processo di straordinaria crescita dello stesso.
Nello specifico, il turismo internazionale è raddoppiato (+130%) nei primi 5 mesi del 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, e, inoltre, nei primi sette mesi del 2023 si è registrato un +19% rispetto all’anno passato.
In Italia, nel 2022, il settore del turismo ha registrato ricavi per poco meno di 200 miliardi (197 miliardi di dollari americani), pari al 9,4% del Pil nazionale. Dal punto di vista occupazionale, impiega 2,9 milioni di addetti, pari al 12,5% del totale nazionale.
Osservando i dati, si può affermare come il turismo costituisca una fonte di impiego estremamente importante che coinvolge migliaia di persone e di aziende. Questi ulteriori aspetti lo rendono un settore strettamente legato al benessere sociale, economico e ambientale di molti paesi, in particolare quelli in via di sviluppo in quanto quest’ultimi rappresentano una delle mete maggiormente preferite degli ultimi anni.
Tali dinamiche non hanno solo consolidato il settore come uno dei principali business economici a livello mondiale, ma anche come un settore con rilevante impatto sul cambiamento climatico.
Negli ultimi anni la sostenibilità è un argomento centrale, non solo a livello delle istituzioni, ma si è affermata come un tema che sta permeando diverse attività umane e aziendali divenendo un aspetto centrale delle scelte quotidiane.
La sostenibilità non è, quindi, solo una “moda o un vezzo”, ma costituisce la sempre più una profonda presa di coscienza che ogni azione compiuta abbia una diretta ripercussione sul pianeta.
Dato questo approccio è chiaro come il settore dell’hospitality non possa esimersi da tale dinamica.
A dimostrarlo lo sono anche i dati.
Si rileva che, complessivamente, il settore Travel & Tourism (T&T) è il comparto responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di CO2 che, aumentando del 5% ogni anno, raggiungeranno le 8,4 gigatonnellate di emissioni di CO2 nel 2030, qualora non ci fossero aggiustamenti e cambi di direzione. A mettere in evidenza questa dinamica è lo studio condotto da BCG “Steering Consumers to Greener Travel and Tourism Choices”, che si fonda su una ricerca che ha coinvolto 19.000 consumatori di 8 Paesi. Da questa emerge che oltre il 40% delle emissioni del settore sia determinata dalle scelte dei consumatori (come ad esempio la scelta dell’alloggio, la selezione della meta, l’identificazione del mezzo di trasporto, etc.) e che l’80% di questi dichiara di essere preoccupato per l’ambiente.
Dati questi presupposti risulta chiaro come gestire questo fenomeno, rendendo il settore sempre più sostenibile, sia cruciale per le aziende che devono, quindi, indirizzare i consumatori verso scelte più consapevoli.
Inoltre, l’International Tourism Partnership ha constatato che, per adeguarsi a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi sul clima, l’industria alberghiera dovrebbe impegnarsi a ridurre l’emissione di gas serra del 90% entro il 2050 (in base ai parametri del 2010).
Per approfondire la ricerca vi invitiamo a leggere e scaricare l’approfondimento allegato .
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