Erogazioni liberali ed emergenza Covid-19: quale trattamento fiscale?

Nelle ultime settimane, a seguito dell’aggravarsi e della diffusione dell’epidemia da Covid-19, si sono moltiplicate nel nostro Paese le manifestazioni di solidarietà e le iniziative di raccolta fondi a sostegno delle Aziende ospedaliere e degli istituti ed enti impegnati direttamente a fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto e nelle attività di cura delle persone che hanno contratto il virus, ovvero nella altre attività di ricerca scientifica per la creazione del vaccino contro il cd. coronavirus.

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, all’art. 66 dispone che le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sono detraibili in misura pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

Per i soggetti titolari di reddito di impresa le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID19, sono integralmente deducibili, quali componenti negative, dal reddito di impresa, senza alcun limite massimo. Ai fini dell’Irap, tali erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento.

Peraltro, si ricorda che oltre alle misure emergenziali appena adottate, il sistema tributario italiano prevede un differente trattamento fiscale delle erogazioni liberali per le persone fisiche e per i soggetti Ires, che varia in base al destinatario di tali liberalità.

Per le persone fisiche, le erogazioni liberali trovano principalmente disciplina nell’articolo 10, comma 1, lett. l-quater del Tuir, con il quale è prevista deducibilità totale ai fini IRPEF delle liberalità effettuate a favore di università, fondazioni universitarie e istituzioni universitarie pubbliche, tra cui le Aziende Ospedaliero-Universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sia pubblici, sia privati, ovvero di enti di ricerca pubblici ed enti di ricerca sottoposti a vigilanza del MIUR, ivi compreso l’Istituto Superiore di Sanità.

La disposizione di riferimento per le società ed i soggetti Ires è costituita dall’articolo 100, comma 2, lett. a) del Tuir che prevede la deducibilità delle erogazioni liberali a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità di ricerca scientifica e di assistenza sociale e sanitaria, con il limite del 2% del reddito di impresa dichiarato.

La Legge finanziaria 2006 (Legge 23 dicembre 2005, n. 266) ha previsto inoltre la deducibilità integrale delle erogazioni liberali effettuate dalle società e dagli altri soggetti Ires a favore di università, fondazioni universitarie e di istituzioni universitarie pubbliche, di enti di ricerca, nonché di altri soggetti che svolgano statutariamente attività di ricerca scientifica.

Per le erogazioni liberali a favore di ONLUS, nonché per le Organizzazioni di Volontariato, che operano nel campo della ricerca scientifica ed in quello sanitario sono previste specifiche agevolazioni disciplinate dal Codice del Terzo Settore.

In particolare, le erogazioni liberali a favore delle ONLUS possono fruire di una detrazione ai fini Irpef pari al 30% del relativo ammontare (incrementata al 35% qualora il beneficiario delle stesse sia una ODV), per un importo complessivo non superiore a 30.000 euro in ciascun periodo di imposta.

Alternativamente, le erogazioni liberali a favore di ONLUS e ODV danno diritto ad una deduzione dal reddito complessivo, ai fini IRPEF, nei limiti del 10% dello stesso. Uguale previsione di deducibilità nei limiti del 10% del reddito complessivo riguarda anche le società ed i soggetti Ires.

Infine, in applicazione dell’art. 14 del DL 35/2005, le liberalità in denaro erogate da persone fisiche nonché dai soggetti Ires in favore di ONLUS – che abbiano quale finalità statutaria lo svolgimento di attività di assistenza sanitaria ovvero assistenza sociale e sociosanitaria – sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel minor importo tra il 10% del reddito dichiarato ovvero euro 70.000/anno.

È doveroso precisare, in ogni caso, che  la deduzione/detrazione è ammessa a condizione che il versamento sia eseguito tramite  banche, uffici postali ovvero altri sistemi che consentano la tracciabilità dei pagamenti.

Si raccomanda, infine, la conservazione della ricevuta attestante il versamento bancario o postale, ovvero di qualsiasi documentazione dalla quale risulti il carattere liberale dell’erogazione (ovvero l’indicazione del codice fiscale dell’ente beneficiario).

Alessandro Poli