È necessario dimostrare il nesso di causalità ai fini della responsabilità dei sindaci ex art. 2047 c.c.

Cassazione Civile, Sez. I, sentenza n. 28357 del 11 dicembre 2020

La Cassazione, con la sentenza in oggetto, ha statuito che è in capo a colui che propone l’azione l’onere di dover provare ogni elemento costitutivo del giudizio di responsabilità dei sindaci ex art. 2407 codice civile.

In particolare, nella causa in oggetto, i Giudici di legittimità hanno chiarito il principio di diritto secondo cui la responsabilità dei sindaci, nel sistema del diritto societario italiano, si configura come un fatto proprio omissivo: come in tutti i casi di concorso omissivo nel fatto illecito altrui, devono essere provati tutti gli elementi costitutivi del giudizio di responsabilità, ovverosia

(i) inerzia del sindaco rispetto ai propri doveri di controllo;
(ii) evento da associare alla conseguenza pregiudizievole derivante dalla condotta dell’amministratore;
(iii) nesso causale, da considerare esistente ove il regolare svolgimento dell’attività di controllo del sindaco avrebbe potuto impedire o limitare il danno.

Alla luce del principio richiamato, la Cassazione ha statuito che il sindaco “non risponde in modo automatico per ogni fatto dannoso che si sia determinato pendente societate, quasi avesse rispetto a questo una posizione di garanzia” : il sindaco, quindi, risponde solo nel caso in cui si possa affermare che il danno potesse essere evitato, se questi si fosse attivato attuando diligentemente i propri poteri di vigilanza previsti dall’ordinamento giuridico.

In allegato, la sentenza n. 28357/20 della Cassazione Civile.

Fabiano Belluzzi