Detrazione del credito IVA in caso di omessa dichiarazione IVA annuale

Con l’ordinanza n. 14055, depositata in data 7 luglio 2020, la Corte di Cassazione ha stabilito che il credito IVA maturato nell’anno in cui la dichiarazione IVA risulti omessa può essere utilizzato in detrazione, purché:

  • il contribuente dimostri l’esistenza del suo diritto alla detrazione;
  • tale credito sia inserito, al più tardi, nella dichiarazione del secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto.

Nello specifico, la succitata ordinanza fa riferimento al caso di ricezione, da parte di una S.r.l., di due cartelle di pagamento emesse successivamente al controllo automatizzato ex. articolo 36-bis del D.P.R. 600/73, con le quali l’Agenzia delle Entrate disconosceva, a causa dell’omessa presentazione della dichiarazione IVA annuale, il diritto alla detrazione del credito IVA (realmente esistente).

La Commissione Tributaria Provinciale, alla quale si era appellato il contribuente, confermava quanto preteso dall’erario, riconoscendo la validità delle modalità operative da quest’ultimo messe in atto.

Tuttavia, la Commissione Tributaria Regionale procedeva con l’annullamento degli atti impugnati, in quanto riteneva che, per il recupero del credito IVA, l’Agenzia delle Entrate avesse dovuto procedere con la notifica di un avviso di accertamento e non ricorrere, quindi, alla procedura automatizzata.

La Cassazione, a seguito di impugnazione da parte dell’Agenzia delle Entrate della decisione della CTR, pur riconoscendo la validità delle modalità operative adottate (controllo automatizzato), afferma l’illegittimità della pretesa erariale, sostenendo la prevalenza della sostanza (esistenza del credito) sulla forma (mancato invio della dichiarazione IVA annuale). Quindi, il credito IVA, essendo realmente esistente, poteva essere legittimamente utilizzato dal contribuente in compensazione con i crediti tributari sorti nell’anno successivo a quello di maturazione del credito stesso.

 

Daniele Truglia