Novità sull’atto di cessione del credito d’imposta richiesto a rimborso nelle procedure concorsuali

Con la risposta alla richiesta di consulenza giuridica del 17 gennaio 2019 n.1, l’Agenzia delle Entrate ha espresso un parere in merito alla cessione dei crediti d’imposta richiesti a rimborso, disciplinata all’articolo 43-bis del DPR 602/73, in ambito di procedure concorsuali. Si è posta l’attenzione sui crediti tributari che residuano nelle procedure di liquidazione e che occorre monetizzare per soddisfare i creditori.

Dal punto di vista civilistico la cessione del credito acquista validità con la stipula dell’atto, ma dal punto di vista fiscale l’Agenzia dispone che, in particolare nel caso di cessione del credito Iva, la stessa acquista efficacia nei confronti dell’erario soltanto se il credito chiesto a rimborso risulta dalla dichiarazione annuale, subordinando la cessione del credito alla condizione che le condizioni per il rimborso siano rispettate.
La ratio alla base di tale affermazione è riconducibile nell’esigenza di certezza e di trasparenza nei rapporti con il fisco, poiché l’amministrazione finanziaria non è a conoscenza se il credito che si è formato nell’esercizio in corso o in quelli precedenti sia stato utilizzato in compensazione di altri debiti tributari o previdenziali.
Inoltre, l’Agenzia chiarisce che sono valide le regole ordinarie secondo cui l’atto di cessione deve essere redatto nella forma di atto pubblico oppure di scrittura privata autenticata da un notaio, e che tale atto deve essere notificato all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente, ai sensi dell’articolo 69 del regio decreto 2440 del 1923.

L’atto di cessione, oltre al requisito formale, deve rispettare anche ulteriori parametri, e in particolare deve contenere l’esatta individuazione dell’importo del credito ceduto. In caso di difformità tra tale ammontare e l’importo chiesto a rimborso, qualora non fosse possibile evincere con certezza l’importo del credito, dovrà essere redatta un’integrazione dell’atto di cessione nella medesima forma scritta dell’atto originario.