Decreto Legge nr. 19/2020 sulle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza

La pubblicazione del nuovo Decreto Legge n. 19/2020, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, integra il decreto Cura Italia e il DPCM del 22 marzo, tipizzando i provvedimenti urgenti adottabili contro la diffusione del Covid-19 e definendo il rapporto tra le misure adottate dal Governo e quelle delle Regioni.

Le disposizioni adottate con Decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro della Salute o dei Presidenti delle Regioni, hanno validità sull’intero territorio nazionale o su specifiche parti del territorio per periodi predeterminati, la cui durata non deve essere superiore a 30 giorni.

Esclusivamente nel caso di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute, nelle more dell’adozione del DPCM, può intervenire il Ministro della Salute ovvero la Regione interessata.

Il Decreto Legge n. 19/2020 prevede altresì l’elenco dei provvedimenti urgenti (29 voci) che potranno essere introdotti in futuro, classificando così le misure di contenimento applicabili.

Il nuovo sistema sanzionatorio per chi non rispetta le disposizioni stabilisce una sanzione amministrativa da un minimo di €400 ad un massimo di €3.000, aumentabile fino ad un terzo, qualora la violazione sia compiuta mediante l’utilizzo di un veicolo. La sanzione si applica anche alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del Decreto, nella misura minima ridotta della metà. Sono state depenalizzate le sanzioni previste dai precedenti provvedimenti.

Viene inoltre prevista la pena accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni per la violazione delle misure elencate nella circolare.

Per quanto riguarda le eventuali sovrapposizioni tra le ordinanze regionali e i DPCM, il Decreto stabilisce che le Regioni, qualora vi siano specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario nel loro territorio, possono introdurre le 29 misure elencate nel provvediamento, che restano comunque in vigore fino a un nuoco DPCM.

Viene inoltre specificato che le Regioni possono adottare le suddette misure esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e comunque senza incidere in alcun modo sulle attività produttive e sulle attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Infine, le misure ancora vigenti alla pubblicazione del nuovo Decreto restano in vigore per ulteriori 10 giorni. E continuano ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i DPCM dell’8, 9, 11 e 22 marzo 2020.

 

Nella circolare allegata, tutti i dettagli.