Debuttano le nuove regole ICC, in vigore dal 1° giugno 2026

La Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha approvato la nuova versione del proprio Regolamento di Arbitrato (ICC Rules), che entrerà in vigore il 1° giugno 2026, sostituendo quello del 2021.

Le modifiche apportate alla ICC Rules si prefiggono di rendere il procedimento arbitrale più accessibile, efficiente, flessibile e digitalizzato, eliminando alcune regole storicamente tipiche del procedimento ICC che, tuttavia, hanno spesso condotto a un’eccessiva rigidità e formalismo dello strumento arbitrale.

Di seguito le principali novità che verranno introdotte dalle nuove ICC Rules. La loro effettiva portata e l’appeal che le nuove regole avranno sulle parti dovranno necessariamente essere testate sul campo, monitorando periodicamente la prassi applicativa del nuovo Regolamento.

Procedura “ultra-accelerata”

Debutto assoluto, anzitutto, per la procedura ultra-accelerata, una nuova procedura arbitrale altamente semplificata, che consentirà di ottenere un lodo in soli tre mesi.

Si tratta di un meccanismo facoltativo, la cui adozione è quindi lasciata alla discrezionalità delle parti sulla base della formula “opt-in”, concepito per risolvere controversie particolarmente urgenti e che richiedano, ai fini della decisione, un’istruttoria puramente documentale.

Le caratteristiche principali di tale nuova procedura, secondo le nuove ICC Rules, saranno:

  • una decisione che potrà essere fondata anche soltanto su documenti, ossia senza l’obbligo di fissare un’apposita udienza
  • la possibilità, per la Corte, di pronunciare un lodo senza motivazione, contenente il solo dispositivo
  • il divieto di riunione dei procedimenti
  • l’obbligo, per le parti, di presentare subito tutte le difese e prove, secondo il meccanismo della disclosure immediata tipica degli ordinamenti anglosassoni

Questa procedura potrebbe risultare particolarmente attrattiva per settori dove la rapidità è cruciale, come ad esempio quello delle controversie in materia di criptovalute, andando a colmare un vuoto che, anche negli ordinamenti nazionali, è ancora raramente colmato dai legislatori processuali. Anche per le controversie societarie di natura documentale, inoltre, potrebbero aprirsi interessanti spazi applicativi.

Al contempo, il procedimento ultra-accelerato presenta evidenti limiti applicativi in caso di controversie complesse e richiedenti un’istruttoria più ampia, oltre a concedere uno spazio limitatissimo al contraddittorio.

Incremento della soglia massima di valore per accedere alla procedura accelerata

Anche la “tradizionale” procedura accelerata di decisione delle controversie già inclusa nel precedente Regolamento sarà innovata dalle nuove ICC Rules.

In particolare, la soglia di valore per accedere a tale procedura verrà incrementata da 3 a 4 milioni di USD, riflettendo l’uso crescente di questi strumenti anche in controversie di valore (relativamente) elevato.

A una prima analisi, tuttavia, la portata innovativa di tale incremento sembra essere particolarmente limitata, in quanto continueranno a restare escluse dall’accesso alla procedura accelerata numerose controversie di valore significativo ma non eccezionale, per cui la valutazione costi/benefici potrebbe far propendere per il ricorso alla giurisdizione ordinaria o ad altri meccanismi arbitrali più destrutturati ed economici.

Tempi dei lodi più flessibili

Un evidente formalismo che verrà eliminato dalle nuove ICC Rules riguarda il termine per l’emissione del lodo arbitrale, attualmente fissato in sei mesi dalla costituzione del Tribunale arbitrale.

Secondo il nuovo Regolamento, infatti, sarà il Presidente della Corte ICC a fissare, caso per caso, il termine per la pronuncia del lodo.

Se, da un lato, tale innovazione sembra essere suscettibile di conferire maggiore flessibilità al procedimento, non manca il rischio che, nella prassi, essa possa incidere – anche negativamente – sulla prevedibilità dei tempi del procedimento arbitrale, caratteristica che, finora, era stata particolarmente appealing nel favorire il ricorso all’organismo ICC.

Fine dei Terms of Reference obbligatori

Particolarmente innovativa, poi, è la scelta compiuta dalle nuove ICC Rules in relazione ai Terms of Reference, ossia alla necessaria determinazione ex ante del calendario del processo.

In forza delle nuove ICC Rules, infatti, la fissazione dei Terms of Reference non sarà più obbligatoria, eliminando un principio-cardine che caratterizzava la procedura arbitrale ICC.

Anche in questo caso, occorrerà monitorare attentamente la prassi applicativa di tale innovazione, la quale, da un lato, potrà certamente rendere il procedimento più snello e flessibile, in linea con i regolamenti già da tempo adottati da altre istituzioni arbitrali, oltre ad anticipare una serie di adempimenti centrali del procedimento (si pensi, ad esempio, al termine per introdurre domande nuove o istanze istruttorie), a beneficio dei tempi e del contraddittorio.

Dall’altro lato, tuttavia, anche questa novità potrebbe rendere la prassi arbitrale ICC particolarmente frammentata, minandone la certezza applicativa e introducendo importanti differenziazioni tra i singoli procedimenti in termini di durata e scansioni processuali.

Processi digitalizzati grazie alle nuove ICC Rules

Una decisa spinta verso la digitalizzazione del processo, poi, viene introdotta dalle nuove ICC Rules nel prevedere che tutte le comunicazioni e i documenti, di regola, saranno gestiti in formato elettronico.

Nella stessa direzione, il Tribunale arbitrale potrà altresì sottoscrivere i lodi in formato digitale, anche se rimarrà disponibile la relativa copia cartacea, ove necessaria ai fini di successivi adempimenti (ad es., l’esecuzione del lodo).

Anche in questo caso, le nuove Regole si prefiggono di risolvere un evidente anacronismo che, fino ad oggi, caratterizzava il Regolamento ICC.

Verso una maggiore trasparenza sui conflitti di interesse

Sotto un ulteriore aspetto, le nuove ICC Rules introducono una rilevante innovazione in chiave trasparenza e, in particolare, sull’immediata emersione di eventuali conflitti di interessi.

Le parti, infatti, alla luce del nuovo Regolamento dovranno indicare fin dall’inizio del procedimento tutti i soggetti rilevanti collegati alla controversia, in modo da facilitare le verifiche di indipendenza degli arbitri.

Si tratta di un’innovazione che, costringendo le parti a indicare subito gli effettivi centri di interesse del procedimento, potrebbe avere – nella prassi – anche benefici sull’anticipazione di una più ampia disclosure alla fase iniziale del processo.

Nessuna riservatezza automatica

Con una chiara scelta di campo, le nuove ICC Rules hanno optato per non introdurre nel procedimento un regime di riservatezza di default, rimettendo caso per caso tale questione alla volontà delle parti o alla decisione del Tribunale arbitrale, diversamente da quanto già previsto da altri regolamenti.

L’impatto delle nuove regole ICC sulle clausole compromissorie e sui contratti in essere

L’entrata in vigore delle nuove ICC Rules impone una riflessione immediata anche sul piano contrattuale e, in particolare, sulla formulazione delle clausole compromissorie contenute nei contratti già in corso.

Se per i contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore delle nuove regole il panorama normativo è significativamente semplificato dal fatto che troveranno automaticamente applicazione le nuove ICC Rules, diverso è il caso dei contratti già vigenti che cristallizzano al loro interno un riferimento alle ICC Rules del 2021, posto che il nuovo regolamento si applica esclusivamente alle richieste di arbitrato presentate dal 1° giungo 2026 in poi.

In tal caso, spetterà alle parti una valutazione in merito all’opportunità di modificare le previsioni contrattuali e di fare una valutazione complessiva sulla qualità della clausola stessa, inserendo una clausola compromissoria che esplicitamente richiami le nuove ICC Rules del 2026, cosicché le eventuali future controversie siano assoggettate alle innovazioni apportate dal Regolamento.

Una clausola compromissoria patologica (ambigua sulla sede, sull’organismo, sul numero di arbitri, sulla legge applicabile) genera eccezioni procedurali al primo round dell’arbitrato e può costare 12-18 mesi di contenzioso prima di entrare nel merito. La revisione di queste clausole è indipendente dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento, ma il momento è buono per affrontarla visto il crescente utilizzo di tale strumento di regolazione delle controversie nella pratica commerciale internazionale. Le clausole compromissorie standard formulate in termini generici del tipo “ICC arbitration under the Rules in force”, meritano una revisione preventiva per evitare effetti non intenzionali derivanti dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento con applicazione automatica di regole processuali diverse da quelle originariamente considerate.

In definitiva, l’introduzione delle nuove ICC Rules sottolinea, ancora una volta, come la clausola compromissoria inserita nei contratti non debba considerarsi una clausola standard, bensì una previsione di valore strategico, da calibrare attentamente alla luce degli interessi concretamente perseguiti dalle parti.

L’intento programmatico delle nuove ICC Rules è chiaro: svecchiare il procedimento, renderlo più accessibile e più taylor-made rispetto alle esigenze del caso concreto, con uno sguardo di favore alle controversie più urgenti.

Per contro, restano irrisolte – almeno sulla carta – alcune storiche criticità del procedimento ICC: fra l’altro, il costo di accesso a tale forma di giustizia e una certa rigidità nell’accesso al rito semplificato.