IPSOA Quotidiano: diritto alla retribuzione quando chiude l’attività per Covid-19

IPSOA Quotidiano pubblica oggi l’articolo di Matteo Amici, avvocato di Andersen, sul diritto alla retribuzione nei casi in cui le aziende chiudono volontariamente per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

A seguito del D.P.C.M. del 11 marzo 2020, infatti, molti esercizi commerciali hanno dovuto sospendere d’autorità l’attività. Altri, invece, lo hanno fatto per iniziativa propria, un po’ per il drastico calo della clientela dovuto alle limitazioni alla mobilità delle persone, un po’ perché per le dimensioni dei locali o il tipo di servizio fornito rendevano impossibile rispettare le prescrizioni previste per arginare la diffusione del contagio. Se nel caso delle attività chiuse forzatamente è acclarato che i dipendenti sospesi dal rapporto di lavoro non abbiano diritto alla retribuzione, cosa è tenuto a fare il datore di lavoro che sospende l’attività di propria iniziativa?

Nel caso in cui al datore di lavoro non siano applicabili gli ammortizzatori sociali previsti dal D.L. n. 18/2020 (COVID ter), si pone il problema del trattamento economico dei dipendenti che lavorano presso gli esercizi commerciali che vengono chiusi, non essendo per la stragrande maggioranza di questi possibile fornire la prestazione lavorativa con le modalità del lavoro agile (smart working).