Concordato preventivo: l’attestazione del piano ed il controllo del Tribunale

Nel concordato preventivo spetta al Giudice il compito di controllare la corretta predisposizione dell’attestazione in termini di completezza dei dati e comprensibilità dei criteri di giudizio, ciò rientrando nella verifica di regolarità dell’andamento della procedura, che è presupposto indispensabile al fine della garanzia della corretta formazione del consenso dei creditori.”

È questo quanto stabilito dalla Cassazione Civile, Sez  VI – 1, con l’Ordinanza n. 5825 del 9.03.2018.

Nel caso di specie l’attestatore aveva mancato di indicare i criteri seguiti ai fini della condivisione dei valori immobiliari riportati nella perizia di parte allegata alla domanda. Diviene quindi inammissibile la domanda di concordato preventivo qualora l’attestazione del professionista, per come strutturata, non consenta un’appropriata informazione dei creditori.

Poiché è compito del giudice garantire il rispetto della legalità nello svolgimento di una procedura di concordato preventivo, spetta allo stesso l’esercizio di un controllo specifico sulla relazione del professionista attestatore di cui all’art. 161, terzo comma, L.F., per verificare la congruità e la logicità della motivazione ed il profilo di collegamento tra i dati riscontrati ed il giudizio espresso.

Tale controllo, secondo la Cassazione, è riconducibile pienamente all’ambito dei poteri del tribunale in quanto volto a garantire l’adeguatezza dei dati forniti al ceto creditorio allo scopo di consentire loro una valida valutazione in ordine alla convenienza economica della proposta.

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