Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: cosa prevede il decreto correttivo

Lo schema di decreto predisposto dal Governo pochi giorni prima di Natale, che sarà verosimilmente emanato a gennaio e che reca disposizioni integrative e correttive a norma dell’art. 1, comma 1, della Legge n. 20 del 8 marzo 2019, apporterà significative modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 14/2019, recante il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Tale nuovo decreto, in primo luogo, prevede la postergazione di sei mesi della data di entrata in vigore dei sistemi di allerta per tutte quelle imprese che negli ultimi due esercizi non abbiano superato anche uno solo dei seguenti limiti: a) Totale attivo di stato patrimoniale 4 milioni di euro; b) Ricavi delle vendite e prestazioni 4 milioni di euro; c) Dipendenti occupati in media durante l’esercizio 20 unità. Pertanto, per le “imprese minori” l’obbligo di segnalazione di cui all’art. 14 comma 2 del D.Lgs. 14/2019 decorrerà dal 15 febbraio 2021.

Viene altresì disposto il rinvio di quattro mesi, ovvero dal 1 marzo 2020 al 30 giugno 2020, delle modalità di iscrizione, sospensione ed esercizio previste dall’art. 357 CCII per il nuovo “Albo dei soggetti incaricati dalla autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza” di cui all’art. 356 del CCII. In particolare, in merito ai prerequisiti necessari all’iscrizione a tale albo viene stabilito che per i professionisti membri degli ordini professionali degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili è richiesto esclusivamente un corso di preparazione professionale di 40 ore, e non già il corso di 120 ore previsto in origine. Inoltre, la prima popolazione dell’albo potrà avvenire con l’iscrizione di quei professionisti che dimostrino di essere stati nominati, alla data dell’entrata in vigore dell’art. 356 CCII, in almeno due procedure concorsuali negli ultimi quattro anni (curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali). Tali professionisti non dovranno svolgere alcun corso ma solo rispettare l’obbligo di formazione continua biennale successiva all’iscrizione.

Il decreto prevede, inoltre, alcune modifiche sostanziali al D.Lgs. 14/2019. All’art. 2, nella definizione di crisi, la locuzione “difficoltà economico-finanziaria” viene sostituita dalla locuzione “squilibrio economico-finanziario”.

All’art. 13, viene distinta la definizione di indicatori (ovvero squilibri di natura reddituale, patrimoniale e finanziaria, valutabili su base sistemica, unitaria e prospettica) da quella di indici (ovvero elementi sintomatici e segnaletici di una situazione di rilevante squilibrio economico – patrimoniale). Sempre all’art. 13 viene attribuita una accezione negativa e non più positiva alle situazioni di allerta.

All’art. 14 viene estesa anche ai revisori la deroga all’obbligo di riservatezza in merito alla segnalazione obbligatoria da inviare all’OCRI.

Viene altresì precisato che il collegio dell’OCRI avrà la possibilità di acquisire dal debitore tutti i documenti utili allo svolgimento dell’incarico e sarà tenuto all’obbligo di segnalazione al Pubblico Ministero, nei casi previsti di inerzia del debitore o di esito negativo delle trattative, solo se non risulti che il debitore abbia comunque depositato domanda di accesso ad una procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza.

È stato infine interamente sostituito l’art. 377 rubricato “Assetti organizzativi societari”, precisando che l’istituzione degli assetti di cui all’art. 2086 c.c., secondo comma, spetta esclusivamente agli amministratori, superando così le incertezze interpretative legate alla preesistente sovrapposizione del piano organizzativo con quello gestorio.

I professionisti Andersen & Legal  sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni e chiarimenti in merito all’argomento in commento.