Class action in Europa: ecco come funziona
Lo scenario economico contemporaneo è caratterizzato dallo scambio a livello globale di beni e servizi e da una rete internazionale di produttori.
I professionisti di Andersen che operano in diverse giurisdizioni europee si sono soffermati sull’analisi delle azioni collettive, le cosìdette class action, dal punto di vista del contenzioso.
In questo approfondimento a cura della service line Litigation & Arbitration di Andersen si analizza come se da un lato l’interconnessione porta benefici economici, si amplifica anche il potenziale danno per una molteplicità di soggetti interessati, dove i consumatori risultano particolarmente vulnerabili. Si approfondiranno le normative specifiche e generali che disciplinano le azioni collettive in diverse giurisdizioni europee e gli strumenti legali disponibili per imprese e i consumatori per ottenere risarcimenti a fronte dei danni derivanti dalle decisioni amministrative o da altre problematiche sistemiche.
La recente pandemia ha evidenziato l’impatto delle decisioni amministrative sulle imprese, come dimostrato dall’incremento delle richieste di class action in vari settori, il fitness e le palestre ne sono sono un piccolo esempio. Riconoscendo la necessità di un quadro giuridico che affronti le opposizioni collettive dei vari soggetti, diversi paesi europei hanno promulgato leggi che agevolano l’utilizzo di questo strumento. Questo meccanismo legale funge da strumento per un considerevole numero di querelanti per perseguire collettivamente richieste contro un convenuto comune, che può essere un’altra entità aziendale o un’autorità pubblica.
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