Cessazione anticipata del sindaco unico di S.r.l.: possibile la nomina del supplente pur in assenza di specifica clausola statutaria

Con il Caso n. 3/2021, Assonime torna sulla dibattuta questione dell’obbligatorietà ovvero possibilità di procedere alla nomina di un sindaco supplente in presenza di un organo di controllo monocratico di S.r.l., ammettendo che sia possibile “anche in sede di conferimento della funzione sindacale, nominare, oltre al sindaco effettivo, il sindaco supplente, pur in assenza di un’apposita previsione statutaria.”

Preliminarmente, si ricorda che l’assetto dei controlli nelle S.r.l. è disciplinato dall’art. 2477 c.c., a norma del quale è consentito ai soci di nominare un sindaco unico, salvo che l’atto costitutivo non preveda espressamente la nomina di un organo collegiale, rinviando, laddove l’organo di controllo venga nominato, in toto alla disciplina prevista nelle S.p.A. (articolo 2477, co. 4 c.c.).

Nonostante la chiara formulazione dell’art. 2477, co. 4 c.c. va menzionata la differente posizione assunta da parte della dottrina[1], la quale, facendo leva sul mero dato testuale offerto dall’art. 2477 co. 1 c.c., tale per cui “l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo”, ha escluso in passato la possibilità di prevedere la nomina di un sindaco supplente. Di conseguenza, a detta di tale dottrina, al ricorrere delle circostanze che nelle S.p.A. determinerebbero il subentro del supplente, la S.r.l. dovrà necessariamente convocare l’assemblea dei soci affinché gli stessi provvedano alla sostituzione dell’organo monocratico.

A sostegno di tale ricostruzione farebbe propendere anche l’esigenza di semplificazione delle strutture e degli oneri delle S.r.l. nonché la tipicità che caratterizza il sistema di pubblicità presso il Registro delle imprese, che non consente l’iscrizione di atti non previsti dalla legge ai sensi del 2188 c.c..

Tale orientamento è stato accolto anche dal MISE nella Nota interpretativa n. 0180772 del 28 agosto 2012 in cui si è sostenuto che non sia possibile ottenere l’iscrizione nel registro delle imprese della nomina del sindaco supplente, e che dunque tale nomina debba ritenersi non soltanto non necessaria vieppiù preclusa, dovendosi eventualmente considerare tamquam non esset ai fini dell’iscrizione nel Registro.

A ben vedere, però, tale interpretazione è stata espressa prima della riformulazione dell’art. 2477 c.c., che oggi esplicitamente richiama la disciplina dettata per il collegio sindacale delle S.p.A. anche per l’organo sindacale monocratico.

È stato poi fatto notare che già il CNDCEC, nel documento “Linee guida per il sindaco unico” del dicembre 2015, così come nelle più recenti “Norme di comportamento del collegio sindacale di società non quotate datate 21 gennaio 2021”, riconosce la legittima possibilità di prevedere apposita clausola statutaria per la nomina del supplente, essendo tale scelta espressione dell’autonomia dei soci e garantendo altresì la continuità dello svolgimento della funzione di vigilanza.

Dello stesso tenore di quanto appena osservato vi è poi la recente pronuncia del Giudice del Registro delle imprese presso il Tribunale di Milano dell’11 marzo 2019 con cui si è ritenuto che l’iscrizione della delibera di nomina del sindaco supplente nel registro delle imprese sia conforme al principio generale di continuità dell’organo di controllo, di cui è espressione la disciplina dettata dall’art. 2397 c.c. che prevede, nelle S.p.A., l’obbligatorietà di nomina di sindaci effettivi e sindaci supplenti.

Proprio tale ultima pronuncia è stata l’occasione per  Assonime di  operare un revirement del proprio orientamento con il Caso n. 3/2021, con cui è stata ammessa la figura del sindaco supplente attraverso una rilettura complessiva dei meccanismi di sostituzione dell’organo di controllo monocratico, combinando l’ampia autonomia in punto di organizzazione concessa ai soci di S.r.l., con i profili di risparmio e semplificazione della struttura societaria.

La vera novità portata nel documento in parola consiste nell’accoglimento della tesi tale per cui la regola generale in materia rimane quella della previsione di un membro effettivo quale unico componente dell’organo di controllo, senza la presenza di un sindaco supplente. Tale regola generale è però “suppletiva” nel senso che la stessa opererà solo ove i soci non abbiano  previsto anche la nomina del sindaco supplente nello statuto ovvero, indipendentemente da una previsione statutaria ad hoc, in sede di assemblea dei soci per il conferimento dell’incarico sindacale.

 

 

[1] Di questo avviso: massima n.123/2011 e n. 124/2012 del Consiglio notarile di Milano; Circolare Assonime n. 6/2012; più prudente Studio 113-2012/I del Consiglio nazionale del Notariato.