Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere della Commissione Europea, che contrasta il cambiamento climatico e la relativa concorrenza sleale, avrà impatto sulle importazioni in Unione Europea a partire dal 2023.

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism) è un’imposta sui prodotti ad alta densità di carbonio (come cemento, ferro, acciaio, alluminio ed elettricità) importati in Unione Europea da Paesi dove i prezzi di questo elemento sono più bassi o irrisori. Essendo parte del Green Deal europeo, era previsto che entrasse in vigore dal 2026, con rendicontazione a partire dal 2023. Tuttavia, i recenti sforzi legislativi comunitari lasciano intendere che il campo di applicazione sarà più ampio del previsto e le misure entreranno in vigore più rapidamente.

Il primo Regolamento CBAM del 14 luglio 2021 (parte del pacchetto di politiche “Fit for 55”) mira a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 55% entro il 2030 rispetto ai livello del 1990, con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica europea entro il 2050.

Il meccanismo di adeguamento introdurrà un prezzo del carbonio su alcuni prodotti ad alta intensità di questo elemento importati in UE. L’obiettivo è adeguare le importazioni dall’esterno dell’Unione al sistema di scambio delle emissioni comunitarie (ETS – Emission Trading System), che si applica alla produzione interna. In tal modo sarà garantita la competitività tra i beni provenienti dal territorio unionale (coperti dall’ETS) e quelli importati (coperti dal CBAM). Sarà inoltre evitato che gli sforzi di riduzione delle emissioni siano annullati dalla delocalizzazione della produzione in Paesi terzi e dall’aumento delle importazioni dei sopracitati prodotti. Inizialmente, il CBAM funzionerà parallelamente al sistema ETS, fino a sostituirlo completamente: con il sistema ETS le quote di emissione di gas a effetto serra sono acquistate sul mercato, ma ne viene distribuita una certa quantità gratuitamente in alcuni settori; dopo l’introduzione del CBAM tali quote saranno progressivamente eliminate. Analogamente all’ETS, nel nuovo meccanismo di adeguamento gli importatori dovranno acquistare dei certificati il cui prezzo sarà calcolato in base ai prezzi medi settimanali delle aste. Inoltre, gli importatori dei beni in questione dovranno registrarsi presso le specifiche autorità, individualmente o tramite un rappresentante.

Dal 2023 sarà applicato un sistema di rendicontazione obbligatorio, con l’obiettivo di facilitare il passaggio alla nuova normativa e di agevolare il dialogo con i Paesi extracomunitari. Dopo un periodo di transizione (probabilmente dal 2025) gli importatori inizieranno a pagare gli adeguamenti finanziari, che contribuiranno al bilancio europeo. Ciò introdurrà nuovi ruoli e responsabilità per le autorità doganali e per le aziende che importano le merci in questione.

La proposta del CBAM sarà promulgata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE, previa consultazione con la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Recentemente, l’ENVI ha presentato le proprie raccomandazioni al Parlamento europeo e si prevede che il meccanismo di adeguamento definitivo sarà adottato al più presto. Da tali raccomandazioni si evince che la bozza inziale sarà modificata come indicato di seguito.

  • I polimeri e i prodotti chimici di base organici e, probabilmente, l’idrogeno e i prodotti petroliferi (oltre a cemento, elettricità, fertilizzanti e prodotti del settore siderurgico e dell’alluminio, inizialmente selezionati) saranno coperti dal CBAM. In definitiva, dovrebbero essere coperti tutti i prodotti coinvolti dal sistema ETS dell’UE.
  • La fase transitoria dovrebbe essere ridotta a 24 mesi, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024.
  • La graduale eliminazione delle quote di emissione gratuite concesse ai produttori soggetti al sistema ETS dell’UE dovrebbe completarsi entro il 31 dicembre 2028. Di conseguenza, i produttori europei di beni coperti dall’ETS dovranno rapidamente ridurre le emissioni di carbonio per mantenere la propria competitività.
  • Solamente l’introduzione di esplicite politiche sul prezzo del carbonio (come imposte sul carbonio o sistemi di scambio di quote di emissione) renderà le importazioni da paesi terzi esenti dalla CBAM. Pertanto, oltre alla classificazione dei prodotti, il Paese di esportazione svolgerà un ruolo determinante (ad esempio, saranno esentate le merci provenienti dai Paesi EFTA).
  • È prevista una maggiore centralizzazione della governance del CBAM: sarà introdotta un’unica autorità a livello europeo per garantire la rapidità, l’efficacia e la coerenza dell’attuazione del Metodo e per evitare il forum shopping fra gli Stati membri.
  • È probabile che il CBAM abbia un impatto dirompente sul commercio globale e sulle aziende che commerciano le materie prime interessate. I Paesi in via di sviluppo sembrano quelli più vulnerabili, dato che potrebbero faticare a decarbonizzarsi in tempo per rimanere competitivi sul mercato globale. È esclusa l’esenzione diretta dal CBAM per i Paesi meno sviluppati, ma l’ENVI ha raccomandato di fornire un adeguato sostegno finanziario ai loro progetti di decarbonizzazione.

Le imprese hanno dunque meno di cinque mesi per aderire agli obblighi di rendicontazione a partire dal 1° gennaio 2023. È dunque necessario che siano effettuate valutazioni sulle catene di approvvigionamento e che si consideri l’impatto del CBAM sulle proprie importazioni, che dovrebbero essere effettuate da dichiaranti autorizzati.

Il prezzo del carbonio potrebbe crescere più rapidamente del previsto, dato che l’eliminazione delle quote di emissioni gratuite del sistema ETS, a partire dal 1° gennaio 2024, potrebbe comportare la necessità di acquistarne di nuove. Inoltre, data la riduzione del periodo di transizione, diventerà più costosa anche l’importazione di beni coperti dal CBAM. In generale, il prezzo di mercato dei beni soggetti a ETS o CBAM aumenterà, a meno che le imprese non inizino a produrre in modo più ecologico.

In ogni caso, le prossime evoluzioni legislative necessitano di ulteriore valutazione.