Branch exemption e perdite pregresse

Con il provvedimento n. 165138 del 28 agosto 2017, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità attuative del regime di branch exemption, disciplinato ai sensi dell’articolo 168 ter del TUIR, introdotto dal decreto Internazionalizzazione.

Questo regime si applica alle imprese italiane aventi stabili organizzazioni all’estero e prevede l’esenzione degli utili e delle perdite delle branch stesse risultanti dal rendiconto economico e patrimoniale redatto ai sensi dell’articolo 152 del TUIR.

Tale opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di costituzione della branch e, in caso di stabili organizzazioni già costituite alla data del 7 ottobre 2015, la casa madre può decidere di aderire al regime entro il secondo periodo di imposta successivo a quello in corso a tale data, ovvero, per le branch esistenti a tale data, dalla dichiarazione presentata nel 2018 che si riferisce ai redditi del 2017.

Tale provvedimento disciplina il “recapture” delle perdite fiscali della stabile organizzazione realizzate nel quinquennio precedente all’esercizio dell’opzione.

In sostanza, i redditi realizzati dalla branch esente partecipano alla determinazione del reddito imponibile della casa madre fino a concorrenza delle perdite fiscali nette prodotte dalla stabile organizzazione nel periodo di cui sopra. Nel caso in cui, nei cinque periodi di imposta antecedenti l’opzione, siano state conseguite perdite fiscali sia dalla stabile organizzazione che dall’impresa, saranno quelle relative a quest’ultima a dover essere prioritariamente utilizzate.

Viene inoltre specificato che le perdite oggetto del recapture sono solo quelle effettivamente utilizzate, mentre quelle in eccesso non concorrono all’incremento delle perdite fiscali riportabili dalla casa madre.

Una delle novità consiste nel fatto che il recapture si calcoli Stato per Stato e non a livello globale, come precedentemente previsto nella bozza del provvedimento, assumendo dunque la presenza di un’unica stabile organizzazione in ogni paese, anche in presenza di più dislocazioni territoriali.

I comportamenti potenzialmente abusivi come l’anticipazione del conseguimento delle perdite prima dell’esercizio dell’opzione oppure la posticipazione della realizzazione di utili, passeranno al vaglio dell’articolo 10 bis della legge n.212 del 2000, ovvero dell’abuso del diritto.

È concesso all’impresa presentare interpello disapplicativo ai sensi dell’articolo 11 dello Statuto del Contribuente.

Il presente provvedimento disciplina anche la validità del principio di neutralità delle operazioni straordinarie all’interno dell’istituto della branch exemption. Se l’opzione viene esercitata dall’avente causa dell’operazione straordinaria o se costui vi opti nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo in cui l’operazione acquista efficacia giuridica, non si verifica la sua interruzione. Le attività e passività della stabile organizzazione esente vengono considerate dall’avente causa all’ultimo valore fiscale che avevano presso il dante causa.

Anche il recapture delle perdite continua ad operare nei confronti dell’avente causa, perfino nel caso in cui l’opzione venga esercitata successivamente alla dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui l’operazione straordinaria acquista efficacia giuridica. Da ultimo, l’eventuale plusvalenza o minusvalenza che si realizza in seguito al trasferimento della branch concorre al recapture che prosegue nei confronti dell’avente causa, a condizione che questo sia residente e in regime di branch exemption.

Infine, il provvedimento specifica che gli utili provenienti da stabile organizzazione esente non concorrono a formare il reddito imponibile della casa madre, eccezion fatta per quelli realizzati dalle branch localizzate nei territori black list e che hanno ottenuto la disapplicazione delle regole Cfc. Tali utili concorrono a formare il reddito imponibile della casa madre nel momento in cui vengono distribuiti ai soci di quest’ultima, spostando la tassazione in capo all’impresa italiana e non in capo ai soci della stessa.

I professionisti di Andersen & Legal sono a disposizione per ulteriori informazioni ed approfondimenti.