Ampliamento del bonus locazioni per le strutture turistiche

Il bonus affitti, introdotto con il Decreto Rilancio (art. 28 D.L. n. 34/2020), prevede il riconoscimento di un credito d’imposta rapportato ai canoni di locazione relativi ad immobili ad uso non abitativo utilizzati nell’esercizio di attività d’impresa, arte e professione, qualora nel 2019 non sia stata superata la soglia dei ricavi o compensi pari a 5 milioni. Tale limite dei ricavi non opera per le strutture alberghiere agrituristiche.

Originariamente, il credito di imposta spettava:

– in misura pari al 60% dell’ammontare mensile (per i mesi di marzo, aprile, maggio ovvero aprile, maggio, giugno per strutture turistico ricettive con attività solo stagionale) del canone di locazione, di leasing o di concessione;

– in misura pari al 30% dei canoni relativi a contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato alle attività sopra indicate.

L’art. 77 del Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020) aveva già apportato alcune novità al bonus locazioni:

– la possibilità di usufruire del credito anche per il mese di giugno 2020 (luglio 2020 per le strutture ricettive con attività stagionale);

– l’estensione del beneficio alle strutture termali per le quali, come per le strutture alberghiere e agrituristiche, non opera il limite dei ricavi (5 milioni).

Focalizzando l’attenzione sulle attività turistiche ricettive, gli emendamenti apportati in sede di conversione del Decreto Agosto delineano un Tax credit locazioni per lo specifico settore di più ampio raggio, prevedendo:

– l’estensione temporale del bonus: sino al 31 dicembre 2020. Inoltre, la norma non fa più riferimento alle sole attività “stagionali” ma più in generale alle imprese turistiche ricettive;

– l’aumento al 50% (dal 30%) del credito d’imposta sull’affitto d’azienda per le strutture turistico ricettive, con la precisazione che, “qualora in relazione alla medesima struttura ricettiva siano stipulati due contratti distinti, uno relativo alla locazione dell’immobile e uno relativo all’affitto dell’azienda, il credito d’imposta spetta per entrambi i contratti”.

Limitatamente alle imprese del settore turistico, quindi, è stata superata la regola, disciplinata in via generale dall’articolo 28 del D.L. n. 34/2020, che per i contratti a prestazioni complesse riconosce il bonus solo se nel contratto è compreso l’utilizzo di almeno un immobile.

A titolo esemplificativo possono essere ipotizzate due diverse fattispecie:

  1. locazione unica con affitto di un’azienda comprensiva di un immobile con canone di 10.000 euro mensile. Prima il bonus era 3.000 euro (30% di 10.000 euro). Ora è di 5.000 euro (50% di 10.000 euro).
  2. locazione distinta di azienda con canone mensile di 5.000 euro e dell’immobile di 5.000 euro mensile. Prima 3.000 (60% solo di 5.000 euro). Ora 5.500 euro (60% di 5.000 euro + 50% di 5.000 euro)

L’accesso al bonus anche per le imprese del settore turistico recettivo resta, comunque, vincolato a due presupposti necessari:

– il canone deve essere pagato nel corso del 2020 (comma 5 dell’articolo 28), o anche in via anticipata nel corso del 2019;

-sia accertato un calo di fatturato e corrispettivi nel mese agevolato del 2020, rispetto al corrispondente mese del 2019, di almeno il 50% (condizione questa esclusa solo per i soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per coloro che operano in comuni per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza).

Carmen Catini