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Home » Attualità » Proprietà intellettuale: incentivi fiscali per il design e le IGP artigianali e riforme processuali al centro degli aggiornamenti di luglio

Proprietà intellettuale: incentivi fiscali per il design e le IGP artigianali e riforme processuali al centro degli aggiornamenti di luglio

30 Luglio 2026 | Approfondimenti

Orizzonti IP e Advertising: proteggere le idee, potenziare l’impresa | Luglio 2026

L’evoluzione della disciplina della proprietà intellettuale continua a offrire alle imprese nuovi strumenti per valorizzare gli asset immateriali e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide poste dall’innovazione e dai mercati. Le recenti novità normative e giurisprudenziali confermano, infatti, un quadro in costante trasformazione, nel quale la corretta pianificazione delle strategie di tutela assume un ruolo sempre più centrale.

In questo contesto si inserisce il settimo numero di Orizzonti IP e Advertising, la newsletter del dipartimento Intellectual Property di Andersen, curata dagli avvocati Francesco Inturri, ed Emanuele Sacchetto, che propone un’analisi delle più recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali con un approccio orientato alle esigenze concrete di imprese e operatori economici.

Di seguito una panoramica dei principali temi affrontati nell’uscita di luglio 2026, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal nuovo sistema europeo delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali, al sistema del credito d’imposta per design e ideazione estetica e alle modifiche introdotte nella disciplina delle misure cautelari in materia di proprietà intellettuale

Indice
  1. Indicazioni Geografiche per prodotti artigianali e industriali: nuove opportunità di tutela e incentivi per le imprese
  2. Credito d'imposta per design e ideazione estetica: misura operativa per il 2026
  3. Riforma dei procedimenti cautelari in materia di proprietà intellettuale: cambia la strategia processuale

Indicazioni Geografiche per prodotti artigianali e industriali: nuove opportunità di tutela e incentivi per le imprese

L'entrata in vigore del Regolamento (UE) 2023/2411 segna un importante ampliamento del sistema europeo delle Indicazioni Geografiche, estendendo la protezione anche ai prodotti artigianali e industriali caratterizzati da uno stretto legame con il territorio di origine.

La nuova disciplina consente di valorizzare produzioni che costituiscono espressione dell'eccellenza manifatturiera italiana, riconoscendo tutela a prodotti quali ceramiche, vetro artistico, pelletteria, tessuti, merletti, lavorazioni del legno e numerose altre produzioni tradizionali.

Il nuovo sistema di registrazione

La registrazione dell'Indicazione Geografica può essere richiesta da singoli produttori, associazioni di produttori o autorità competenti, purché venga dimostrato il collegamento tra le caratteristiche qualitative o la reputazione del prodotto e la specifica area geografica di provenienza.

Elemento centrale della procedura è la predisposizione del disciplinare di produzione, documento che definisce le caratteristiche del prodotto, le modalità di lavorazione e il rapporto con il territorio.

Il Voucher 5 del Fondo PMI 2026

Per favorire l'accesso al nuovo sistema di tutela, l'EUIPO ha introdotto il Voucher 5 nell'ambito del Fondo PMI 2026.

L'agevolazione consente di ottenere un rimborso del 50% delle spese sostenute per la predisposizione del disciplinare e per il deposito della domanda di registrazione, fino a un massimo di 2.000 euro per beneficiario.

Poiché le domande vengono valutate secondo il criterio "first come, first served", diventa fondamentale predisporre con anticipo tutta la documentazione necessaria.

Quali opportunità per le imprese

La nuova disciplina rappresenta un'importante occasione per le imprese operanti nei distretti produttivi italiani, consentendo di rafforzare la tutela delle produzioni locali e valorizzarne il patrimonio reputazionale.

Una preventiva analisi dei requisiti richiesti dalla normativa europea e un'adeguata pianificazione della procedura di registrazione consentono di massimizzare le possibilità di accesso alla tutela e di beneficiare delle agevolazioni economiche disponibili.

Credito d'imposta per design e ideazione estetica: misura operativa per il 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il credito d'imposta destinato alle attività di design e ideazione estetica, mentre il decreto direttoriale del 3 luglio 2026 ha disciplinato le modalità operative per la presentazione delle domande.

L'interesse manifestato dalle imprese è stato immediato: la dotazione finanziaria iniziale è stata interamente prenotata nelle prime ventiquattro ore di apertura della piattaforma ministeriale.

Le attività agevolabili

L'incentivo riguarda le attività finalizzate all'innovazione estetica dei prodotti, con riferimento alla progettazione della forma, delle linee, dei colori, delle superfici e degli ulteriori elementi non funzionali che contribuiscono a caratterizzare il prodotto.

Possono rientrare tra le spese agevolabili, tra l'altro:

  • costi del personale dedicato alle attività di design;
  • assunzione di giovani designer con specifiche maggiorazioni;
  • software e beni materiali utilizzati nei progetti;
  • consulenze specialistiche;
  • contratti di ricerca e sviluppo affidati a soggetti esterni;
  • materiali impiegati nelle attività progettuali.

Chi può accedere al beneficio

La misura è destinata alle imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica o dal settore economico di appartenenza, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa e gli obblighi in materia contributiva e di sicurezza sul lavoro.

Per il periodo d'imposta 2026 il credito è riconosciuto nella misura del 10% delle spese agevolabili, entro il limite massimo annuale previsto dalla legge.

La procedura di accesso

L'accesso all'agevolazione richiede la presentazione di una comunicazione preventiva e di una successiva comunicazione di completamento, entrambe trasmesse attraverso la piattaforma telematica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il mancato rispetto delle tempistiche o degli adempimenti documentali può determinare la perdita del beneficio.

Come prepararsi

L'esaurimento pressoché immediato delle risorse disponibili dimostra l'importanza di predisporre con anticipo la documentazione progettuale e fiscale necessaria.

Per le imprese interessate diventa quindi strategico pianificare tempestivamente le attività di design, individuare correttamente le spese ammissibili e monitorare l'eventuale rifinanziamento della misura.

Riforma dei procedimenti cautelari in materia di proprietà intellettuale: cambia la strategia processuale

Il decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026 modifica in modo significativo il regime delle misure cautelari anticipatorie previste dal Codice della Proprietà Industriale e dalla legge sul diritto d'autore.

La riforma interviene su uno degli strumenti maggiormente utilizzati nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale, introducendo un nuovo equilibrio tra l'efficacia delle misure cautelari e il successivo giudizio di merito

Le principali novità

Nel precedente sistema, le misure cautelari anticipatorie, come le inibitorie, potevano mantenere efficacia anche in assenza dell'avvio del giudizio di merito.

La nuova disciplina prevede invece che il destinatario della misura possa richiederne la declaratoria di inefficacia qualora il titolare del diritto non promuova tempestivamente il successivo procedimento di merito.

Resta comunque fermo il consolidamento della misura qualora tale richiesta non venga proposta nei termini previsti dalla legge.

L'origine della riforma

Le modifiche recepiscono l'interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea in materia di Direttiva Enforcement, introducendo un sistema che garantisce un maggiore equilibrio tra le posizioni delle parti coinvolte nel procedimento cautelare.

Le implicazioni operative

Le imprese che abbiano già ottenuto misure cautelari dovranno verificare la propria posizione processuale e valutare l'eventuale necessità di instaurare il giudizio di merito per evitare possibili contestazioni.

Per le future azioni giudiziarie, invece, diventa essenziale inserire la richiesta cautelare all'interno di una strategia processuale complessiva, programmando sin dall'inizio le successive attività contenziose.

Pillole di giurisprudenza

Marchio complesso debole: la limitata capacità distintiva del segno comporta una protezione più circoscritta e rende sufficienti lievi variazioni per escludere il rischio di confondibilità con un'insegna.

Diritto d'autore e concorrenza sleale: escluso il risarcimento del lucro cessante nel caso di opere uniche.

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