19° pacchetto UE contro la Russia: nuove sanzioni e impatti sul settore manifatturiero

L’Industry Group Manufacturing dello Studio, sotto la guida dei partner Francesca Capoferri e Alberto Trainotti, presenta un nuovo approfondimento dedicato al 19° pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia, il più ampio e tecnicamente articolato adottato dall’inizio del conflitto russo-ucraino.

Il pacchetto introduce un rafforzamento senza precedenti del sistema europeo delle misure restrittive, incidendo in modo strutturale su energia, materie prime critiche, beni dual-use, tecnologie avanzate, logistica e servizi finanziari. Le nuove disposizioni sono progettate per colmare le aree residue di elusione, in particolare quelle legate all’utilizzo di Paesi terzi, supply chain multilivello e strutture finanziarie parallele, e per rafforzare la protezione degli ecosistemi industriali europei maggiormente esposti alle vulnerabilità strategiche.

Per il manifatturiero italiano ed europeo, le misure comportano un cambio di paradigma: le restrizioni su GNL, metalli rari, materiali avanzati, semiconduttori e componentistica ad alta precisione incidono direttamente su continuità operativa, costi di approvvigionamento, tempi di consegna e gestione del rischio contrattuale. Al contempo, il pacchetto apre una nuova fase di riconfigurazione delle filiere industriali, sempre più orientate a modelli di fornitura trasparenti, tracciabili e Russia-free.

In questo approfondimento viene offerta un’analisi sistematica delle novità normative, con particolare attenzione agli impatti su metallurgia, materiali avanzati, high-tech, semiconduttori, chimica avanzata e beni a duplice uso. L’approfondimento esamina in modo puntuale l’estensione dei divieti all’import e all’export, l’aggiornamento degli allegati regolamentari, i regimi transitori e le deroghe settoriali, evidenziando le aree di maggiore esposizione per le imprese industriali.

Ampio spazio è dedicato agli obblighi di due diligence rafforzata, che impongono alle imprese un livello più elevato di controllo sulle controparti commerciali, sulla titolarità effettiva, sulla destinazione finale dei beni e sui rischi di triangolazione commerciale. Vengono analizzati i rischi operativi, sanzionatori, reputazionali e fiscali connessi a omissioni di controllo, utilizzi impropri o violazioni indirette delle misure restrittive, con un focus specifico sulle criticità per le PMI manifatturiere inserite in filiere globali complesse.

L’approfondimento propone inoltre indicazioni operative concrete per aggiornare contratti commerciali e logistici, processi di export control e sistemi di compliance interna, accompagnando le imprese nella gestione dei periodi transitori (wind-down) e nell’adeguamento progressivo alle nuove regole europee. Viene evidenziata l’importanza di integrare funzioni legali, doganali, fiscali e di supply chain in un approccio coordinato alla gestione del rischio sanzionatorio.

Accanto ai profili di rischio, l’approfondimento analizza anche le opportunità strategiche che emergono dal nuovo contesto regolamentare: dalla diversificazione delle fonti di approvvigionamento al rafforzamento delle partnership industriali, dagli investimenti in tracciabilità e certificazione delle filiere allo sviluppo di modelli produttivi più resilienti e coerenti con le priorità industriali europee.

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