Aree idonee FER, crediti d’imposta e iter autorizzativi: gli aggiornamenti per gli operatori del settore energia

Energy in action | 05.2026

Il settore energetico continua a evolversi tra nuove regole, opportunità di investimento e orientamenti giurisprudenziali sempre più rilevanti. In questo contesto si inserisce una nuova edizione di Energy in Action, la newsletter curata dall’Industry Group Energy dello Studio sotto la direzione dei partner Edoardo Fea e Carlo Gioffrè, che offre una panoramica delle principali novità legali e fiscali del settore.

In questa edizione, la newsletter presenta le principali novità legislative, fiscali e giurisprudenziali che interessano il settore dell’energia e delle fonti rinnovabili. Tra i temi trattati figurano i recenti interventi normativi della Lombardia e dell’Abruzzo in materia di aree idonee per gli impianti FER, nonché gli aggiornamenti sugli strumenti di incentivazione a sostegno della transizione energetica, tra cui il Parco Agrisolare, il Conto Energia, le misure SIMEST per le imprese energivore e il credito d’imposta Transizione 5.0.

Particolare attenzione è inoltre dedicata alle novità fiscali introdotte dal Decreto Bollette e dal Decreto Carburanti, con focus su accise, crediti d’imposta e misure di sostegno alle imprese. La sezione giurisprudenziale offre infine una panoramica delle più recenti pronunce in materia di incentivi GSE, procedimenti autorizzativi per impianti fotovoltaici ed eolici, riesame delle autorizzazioni ambientali e disciplina delle aree idonee, evidenziando gli orientamenti più significativi per operatori e investitori del settore energetico.

Parco Agrisolare: nuove integrazioni al Regolamento Operativo

Il 19 maggio il MASAF ha integrato il Regolamento Operativo dell’investimento “Parco Agrisolare”, prevedendo nuove scadenze e modalità per la rendicontazione degli interventi finanziati. In particolare, entro il 30 giugno 2026 dovrà essere completata la rendicontazione degli impianti fotovoltaici, a garanzia del raggiungimento del target PNRR M2C1-9 relativo all’installazione di almeno 1.550.000 kW di nuova capacità.

La misura si inserisce nell’obiettivo di riduzione dei consumi energetici del settore agroalimentare e sostiene investimenti in impianti fotovoltaici in ambito agricolo, zootecnico e agroindustriale, senza consumo di nuovo suolo.

Il fotovoltaico agricolo è considerato strategico per la riduzione dei costi energetici e delle emissioni, favorendo l’autoproduzione e la stabilità dei costi per le imprese.

I beneficiari dovranno presentare la richiesta di erogazione del contributo tramite il portale GSE entro il 30 giugno 2026. In caso di mancata possibilità di trasmettere la fine lavori secondo le modalità ordinarie, è prevista una procedura alternativa con dichiarazione sostitutiva e documentazione a supporto.

La procedura dovrà comunque essere completata entro il 31 ottobre 2026 per mantenere il diritto al contributo in conto capitale e contribuire al raggiungimento degli obiettivi PNRR.

SIMEST rafforza il supporto alle imprese energivore e alle filiere del Made in Italy

SIMEST, società del Gruppo CDP, ha attivato un nuovo plafond da 800 milioni di euro per sostenere le imprese italiane colpite dall’aumento dei costi energetici e dalla riduzione del fatturato legata alla crisi nell’area del Golfo Persico, che ha generato volatilità nei prezzi di gas e petrolio e criticità negli approvvigionamenti.

L’intervento, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rientra nella misura “Transizione Digitale ed Ecologica” e prevede finanziamenti agevolati allo 0,3% per favorire resilienza energetica, efficienza e rafforzamento patrimoniale.

La nuova linea “Energia per la Competitività Internazionale” è destinata alle imprese esportatrici e alle filiere del Made in Italy che abbiano subito un aumento dei costi energetici o una contrazione del fatturato di almeno il 10%.

Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026 e prevedono contributi a fondo perduto fino al 30% per le PMI, finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni.

SIMEST ha inoltre potenziato la misura per le imprese energivore, introducendo condizioni più favorevoli come contributi fino al 20%, esenzione dalle garanzie e maggiore supporto alla capitalizzazione e agli investimenti.

Tax credit transizione 5.0 con nuove risorse utilizzabile entro il 31 dicembre 2026

Con la conversione in legge del DL 38/2026 (L. 88/2026), vengono confermate le misure a sostegno delle imprese escluse dal credito d’imposta Transizione 5.0 per esaurimento dei fondi.

La norma riconosce per il 2026 un nuovo credito d’imposta pari all’89,77% del beneficio richiesto dalle imprese ammesse dal GSE ma rimaste fuori graduatoria, per investimenti in beni strumentali 4.0 e formazione, entro un plafond complessivo di 1,3 miliardi di euro.

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24 (codice tributo 7079), senza limiti ordinari, e deve essere fruito entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riporto agli anni successivi.

È confermata la non imponibilità fiscale del beneficio, che non concorre a reddito o IRAP.

La norma introduce inoltre un contributo per investimenti in impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili per autoconsumo, includendo anche le spese per certificazioni e attestazioni tecniche, con erogazione a cura del MIMIT sulla base dei dati GSE.

Il provvedimento consolida così il sostegno alle imprese penalizzate dall’esaurimento delle risorse della Transizione 5.0, rafforzando gli incentivi per efficienza energetica e rinnovabili.

Rimodulazione degli incentivi e autotutela del GSE: limiti temporali e tutela dell’affidamento

Il TAR Lazio, Sez. III-ter, sent. n. 8328/2026 ha esaminato la legittimità della rimodulazione degli incentivi GSE disposta a distanza di molti anni dalla concessione.

La controversia riguarda una società titolare di un impianto a biogas che aveva ottenuto la tariffa incentivante IAFR ai sensi del DM 18 dicembre 2008. A distanza di oltre sei anni dalla convenzione, il GSE ha avviato un controllo, rilevando la mancata applicazione della decurtazione del 6% prevista dalla normativa e disponendo la rideterminazione peggiorativa della tariffa, con richiesta di restituzione degli importi erogati.

La società ha impugnato i provvedimenti sostenendo la violazione dei limiti dell’autotutela amministrativa (art. 21-nonies L. 241/1990) e delle norme sulla decadenza, richiamando il legittimo affidamento maturato nel tempo. Il GSE ha invece sostenuto la natura vincolata del proprio intervento come attività di controllo correttivo.

Il TAR ha chiarito che la rideterminazione della tariffa incentivante costituisce un atto autoritativo e rientra nell’autotutela decisoria, poiché incide sulla posizione giuridica del beneficiario e deriva dalla correzione di un errore originario della stessa amministrazione. Non essendo presenti irregolarità imputabili al beneficiario né sopravvenienze, non si configura un potere di decadenza ex art. 42 D.Lgs. 28/2011.

Di conseguenza, il potere esercitato dal GSE è soggetto ai limiti dell’art. 21-nonies L. 241/1990, che impone il rispetto di un termine ragionevole e il bilanciamento con l’affidamento del privato.

Nel caso concreto, il TAR ha ritenuto illegittimo l’intervento, poiché adottato dopo un lungo lasso di tempo e senza adeguata motivazione sull’interesse pubblico prevalente.

La sentenza ha quindi disposto l’annullamento dei provvedimenti del GSE e il rigetto della domanda di restituzione degli incentivi.