Contratto a termine e altre novità
È entrato in vigore il 14 luglio 2018 il c.d. “Decreto dignità”, provvedimento fortemente voluto dal neoministro del lavoro Luigi Di Maio (D.L. 87/2018).
Nel decreto legge si riduce a ventiquattro mesi la durata massima del contratto a tempo determinato e torna l’obbligo per il datore di lavoro di indicare i motivi che hanno determinato l’apposizione del termine al contratto qualora la sua durata superi i dodici mesi e dopo il primo rinnovo.
Aumenta il termine per impugnare la legittimità del contratto e sono tassativamente indicate le esigenze che possono giustificare la stipula del contratto di lavoro a termine.
Queste ultime sono più o meno le stesse previste nella precedente normativa in materia (esigenze temporanee e oggettive, esigenze sostitutive, incrementi temporanei dell’attività produttiva imprevedibili e picchi di attività).
Restano salve le start-up innovative e le attività stagionali. Le medesime regole del contratto di lavoro a tempo determinato si applicano anche ai contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Aumenta l’indennità risarcitoria in caso di licenziamento illegittimo.
I nostri professionisti sono a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti sul tema.
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