M&A e private equity in Europa: il quadro del terzo trimestre 2026
Nel terzo trimestre del 2026 il mercato europeo delle fusioni e acquisizioni (M&A) ha registrato operazioni per 206,85 miliardi di euro su 3.090 deal, mentre il private equity ha investito 72,13 miliardi di euro in 1.524 operazioni. L’Italia si conferma tra i protagonisti: è seconda in Europa per valore M&A, con 43,26 miliardi di euro. Sono i dati principali della nuova edizione dell’European Corporate and M&A Insights di Andersen.
Come è andato il mercato M&A europeo nel terzo trimestre 2026?
Il trimestre si è chiuso con un valore complessivo rilevante, ma con un’attività meno regolare. Dopo una primavera molto forte, culminata ad aprile 2026 con 141,44 miliardi di euro su 1.518 operazioni, sia il valore sia il numero di deal sono scesi mese dopo mese.
- Luglio: 100,15 miliardi di euro
- Agosto: 79,71 miliardi di euro
- Settembre: 41,49 miliardi di euro
Nello stesso periodo il numero mensile di operazioni è passato da 1.530 a 834. Settembre ha segnato il punto più basso degli ultimi dodici mesi per entrambe le misure, un chiaro segnale di perdita di slancio verso la fine del trimestre. Il confronto con dicembre 2025, il mese con più operazioni (1.855) ma con un valore di soli 65,76 miliardi, conferma che valore e volume non seguono necessariamente la stessa traiettoria.
I paesi: Regno Unito, Italia e Germania in testa
Il valore si è concentrato in pochi mercati. Regno Unito, Italia e Germania hanno generato insieme quasi il 59% del valore M&A europeo.
- Regno Unito: 47,14 miliardi di euro, 542 operazioni
- Italia: 43,26 miliardi di euro, 368 operazioni
- Germania: 31,06 miliardi di euro, 396 operazioni
- Francia: 20,96 miliardi di euro, 292 operazioni
- Polonia: 15,98 miliardi di euro, appena 109 operazioni
- Spagna: 11,68 miliardi di euro, 229 operazioni
I settori: la finanza per valore, la tecnologia per volume
Il settore finanziario ha guidato il trimestre con 56,60 miliardi di euro su 248 operazioni: oltre un quarto del valore totale con appena l’8% dei deal. Seguono gli industriali, con 41,72 miliardi su 554 operazioni; insieme, i due settori rappresentano quasi la metà del valore M&A europeo. L’high technology è invece il settore più attivo per numero di operazioni (601), pur essendo terzo per valore con 15,64 miliardi. Sanità ed energia hanno attratto circa 15 miliardi ciascuno, mentre real estate e materiali hanno superato gli 11 miliardi.
Private equity: picco a luglio, poi un trimestre irregolare
Gli investimenti di private equity in Europa hanno raggiunto 72,13 miliardi di euro su 1.524 operazioni. Luglio è stato il mese più forte degli ultimi dodici, con 41,80 miliardi su 632 operazioni. Ad agosto il valore investito è sceso a 14,78 miliardi, con il numero di deal più basso dell’anno (414), per poi risalire a settembre a 18,74 miliardi su 434 operazioni.
La concentrazione geografica è ancora più marcata rispetto all’M&A. Il Regno Unito ha attratto 25,05 miliardi su 484 operazioni, circa il 35% del valore e quasi un terzo dei deal europei. Germania (12,45 miliardi, 206 operazioni) e Francia (12,42 miliardi, 122 operazioni) seguono a breve distanza tra loro: con il Regno Unito arrivano a circa il 69% del capitale investito. L’Irlanda è quarta con 7,69 miliardi su sole 36 operazioni, trainata da un unico grande investimento nel settore energetico.
A livello settoriale, industria, tecnologia e sanità hanno raccolto insieme 50,21 miliardi di euro, quasi il 70% del totale. L’industria guida per valore (21,38 miliardi, 333 operazioni), la tecnologia è di gran lunga il settore più dinamico (588 operazioni, 15,03 miliardi), la sanità segue con 13,80 miliardi su 174 deal.
Focus Italia: più valore con meno operazioni
L’Italia è il secondo mercato M&A europeo per valore, con 43,26 miliardi di euro su 368 operazioni, in crescita rispetto ai 40,3 miliardi del secondo trimestre. Il confronto con la Germania è significativo: il nostro Paese genera più valore con meno deal. Il motore è ancora una volta il settore finanziario, con 37,51 miliardi di euro su 25 operazioni, pari a circa l’87% del valore M&A nazionale (nel terzo trimestre 2025 erano 517,55 milioni su 30 operazioni).
Il dato più rilevante riguarda però il private equity: l’Italia ha registrato 5,20 miliardi di euro su 99 operazioni, contro i 412 milioni del trimestre precedente. Gran parte del valore arriva dalla sanità, con 4,56 miliardi su 11 operazioni. Il potenziale inespresso che avevamo segnalato nel secondo trimestre inizia quindi a tradursi in investimenti concreti, anche se concentrati in poche operazioni di grandi dimensioni.
Cosa aspettarsi nel quarto trimestre 2026 e nel 2027
Per il quarto trimestre 2026 e l’inizio del 2027 ci aspettiamo un’attività ancora disomogenea. Il terzo trimestre ha dimostrato che il capitale disponibile è significativo, ma il calo mensile dell’M&A e le forti oscillazioni del private equity indicano che una ripresa stabile dei volumi non è ancora scontata. Tre fattori saranno decisivi:
- Tassi e condizioni di finanziamento. L’aumento dei tassi deciso dalla BCE a settembre, dopo un periodo di criteri di credito più restrittivi, rende più complesse le operazioni finanziate a debito, soprattutto quelle a leva.
- Allineamento delle valutazioni. Acquirenti e venditori dovranno avvicinare le aspettative di prezzo, bilanciando qualità degli utili e prospettive di crescita con il costo del capitale.
- Contesto geopolitico e regolamentare. Incertezza commerciale e autorizzazioni regolamentari andranno considerate fin dalle prime fasi, con due diligence accurate e tempi di esecuzione realistici.
Sul fronte positivo, la BCE prevede un moderato miglioramento della crescita nell’area euro nel 2027, un contesto che potrebbe sostenere i deal se le condizioni di finanziamento si stabilizzeranno.
I trend da seguire
- Intelligenza artificiale oltre il software: data center, capacità di calcolo, energia affidabile e cybersecurity.
- Infrastrutture energetiche: reti elettriche, sistemi di accumulo ed energia pulita attirano capitale privato.
- Exit nel private equity: cessioni di partecipazioni mature e ricorso ai continuation vehicle per restituire liquidità agli investitori.
- Carve-out societari: le revisioni di portafoglio aprono opportunità per acquirenti strategici e fondi.
I mercati emergenti da osservare
Polonia (15,98 miliardi di M&A, trainati da retail e finanza), Portogallo (1,14 miliardi di M&A e 581 milioni di private equity, con un ruolo centrale della tecnologia), Bulgaria (1,47 miliardi di M&A su sole otto operazioni) e Lituania (463 milioni di M&A e 321 milioni di private equity, tra real estate e tecnologia).
