dall’Europa all’Italia: trasparenza retributiva e parità di genere
European Employment Insights – Maggio 2026
I professionisti europei di Andersen, presenti in oltre 20 giurisdizioni, hanno collaborato alla realizzazione dell’ultima edizione della Newsletter Employment Insights, offrendo un’analisi approfondita delle principali novità in materia di diritto del lavoro a livello europeo. La pubblicazione esamina gli sviluppi normativi più recenti, gli orientamenti giurisprudenziali, le linee guida delle autorità competenti e le evoluzioni della contrattazione collettiva nei diversi Paesi.
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Gender Equality: una priorità strategica per CEO e imprese
In questa intervista, Uberto Percivalle e Francesca Capoferri, Partner di Andersen in Italy, con specializzata nel diritto del lavoro, nelle relazioni industriali e nella consulenza strategica in ambito risorse umane, approfondiscono il tema della parità di genere, sempre più rilevante non solo sotto il profilo culturale, ma anche come indicatore strategico per il business e la sostenibilità ESG.
Dal pay transparency alla rappresentanza femminile nei ruoli di leadership, fino alle implicazioni delle nuove normative europee per le organizzazioni multinazionali, l’analisi evidenzia le principali sfide e opportunità per i datori di lavoro attivi in Europa.
Francesca Capoferri evidenzia come la parità di genere stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie aziendali. Secondo la Partner di Andersen in Italy, ciò che in passato era considerato principalmente un tema di cultura organizzativa e responsabilità sociale è oggi diventato un elemento chiave per governance, sostenibilità e competitività.
Capoferri sottolinea che l’evoluzione del quadro normativo europeo e la crescente attenzione degli investitori ai criteri ESG stanno spingendo le aziende a misurare e rendicontare in modo più rigoroso inclusione, rappresentanza e parità retributiva, superando le semplici dichiarazioni di principio a favore di dati e risultati concreti.
I dati europei mostrano che le donne, pur rappresentando una quota significativa della forza lavoro, restano sottorappresentate nei ruoli decisionali, con poco più di un terzo delle posizioni manageriali nell’UE. Un aspetto che riguarda non solo l’equità, ma anche la capacità delle imprese di sviluppare una leadership diversificata.
Le nuove regole ESG rafforzano questa impostazione, richiedendo maggiore trasparenza su forza lavoro, carriere e presenza femminile nei ruoli di responsabilità. In parallelo, la Direttiva sulla Pay Transparency imporrà alle aziende di monitorare e correggere eventuali gap retributivi non giustificati.
Per Capoferri, nelle realtà multinazionali la sfida è ancora più complessa e richiede un approccio coerente a livello europeo, ma attento alle specificità locali.
Infine, la parità di genere non va vista solo come compliance: le aziende più avanzate la utilizzano come leva di crescita, migliorando attrattività, innovazione ed engagement. Per i CEO, conclude Capoferri, la priorità è integrarla nella strategia aziendale con obiettivi misurabili e un monitoraggio continuo, trasformandola in un vantaggio competitivo sostenibile.
L’attuazione italiana della Direttiva su Gender Pay Gap
Per l’Italia, Uberto Percivalle, Partner responsabile della service line Employment & Labor, ha analizzato i principali interventi nel settore del diritto del lavoro, con particolare riferimento ai recenti sviluppi sul tema della parità retributiva di genere.
Decreto Lavoro 1° Maggio: le principali novità
Da alcuni anni, il Governo italiano emana, in occasione della Festa del Lavoro del 1° maggio, un decreto in materia di lavoro. Quest’anno, il Decreto-Legge n. 62 ha introdotto misure che affrontano tre principali temi del lavoro:giusto salario, lavoro digitale, incentivi all’occupazione e gestione del TFR.
L’obiettivo è rafforzare tutele, trasparenza e occupazione nel mercato del lavoro italiano.
Il Decreto infatti rafforza il concetto di “giusto salario”, utilizzato come parametro per valutare l’adeguatezza delle retribuzioni in assenza di un salario minimo legale, passando poi alla disciplina del lavoro tramite piattaforme digitali, affrontando il tema della qualificazione dei lavoratori e l’impatto degli algoritmi nella gestione del rapporto di lavoro, con regole nate per i rider ma potenzialmente applicabili in modo più ampio.
Il Decreto introduce inoltre incentivi all’occupazione, con misure mirate a favorire assunzioni di donne e giovani, lo sviluppo nelle Zone Economiche Speciali e la stabilizzazione dei contratti, promuovendo anche la parità di genere e il work-life balance e infine, prevede una proroga dei termini per il versamento del TFR al Fondo Tesoreria.
Il Decreto interviene sul lavoro tramite piattaforme digitali, un tema spesso al centro di controversie in Italia, soprattutto sulla distinzione tra lavoro subordinato e autonomo.
Viene introdotta una presunzione di subordinazione quando il lavoratore è soggetto a controllo o direzione, anche tramite algoritmi e le piattaforme saranno tenute a comunicare i relativi dati a INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro conservando per almeno 5 anni le informazioni su attività, orari, incarichi e compensi, rendendole accessibili alle autorità e ai lavoratori.