Andersen European Employment Insights – Novembre 2023
La Service Line europea di Andersen pubblica la terza edizione della sua newsletter mensile.
Il nostro team di professionisti ha accuratamente selezionato i contenuti di questo approfondimento che vuole essere uno strumento per rimanere informati sulle ultime novità nel diritto del lavoro, offrendo preziose riflessioni sulle normative, la giurisprudenza e i contratti collettivi di oltre 21 paesi europei.
Nel numero di novembre, la sezione dedicata all’Italia si concentra su diverse sentenze e proposte di legge emesse a ottobre, come la nuova Legge di Bilancio e la normativa sui lavoratori part-time, oltre a sentenze di rilievo.
Di seguito troverete un riassunto dei contenuti redatti dai professionisti italiani che vi invitiamo a contattare per ricevere maggiori informazioni.
Vi invitiamo, inoltre, a leggere l’approfondimento completo per scoprire le ultime novità degli altri paesi europei.
Legge di Bilancio 2024
Alla fine di ottobre, il Governo italiano ha dato il via libera alla bozza di legge di bilancio annuale e ai relativi disegni di legge, che includono disposizioni con possibili ripercussioni sui rapporti di lavoro. Queste comprendono incentivi legati alla previdenza sociale, al pensionamento e ai benefici per gli expat. Pur non essendo ancora leggi e soggette a modifiche legislative.
Indennità di sicurezza sociale a tempo parziale ciclico: estensione e criteri di idoneità
Un decreto legge pubblicato dal Governo il 18 ottobre 2023 ha prorogato un’indennità forfettaria a favore dei lavoratori cosiddetti “a tempo parziale ciclico”. Si tratta di individui che lavorano solo in determinati periodi dell’anno. Introdotto inizialmente come misura unica nel 2021, questo beneficio continua a essere in vigore. L’elenco dei beneficiari comprende i lavoratori ciclici senza altre prestazioni di lavoro o disoccupazione, con un programma di che prevede almeno un mese consecutivo di inattività e un totale di almeno sette settimane di inattività.
Membri del Consiglio non esecutivo scagionati per violazione delle norme di sicurezza
Con una sentenza pubblicata il 30 ottobre 2023, la Corte Suprema italiana ha assolto due membri non esecutivi del Consiglio precedentemente ritenuti colpevoli di violazioni delle misure di prevenzione della sicurezza sul lavoro. Mentre i tribunali inferiori hanno seguito un precedente che riteneva tutti i membri del consiglio responsabili ai sensi delle leggi sulla sicurezza sul lavoro, la Corte Suprema ha seguito una linea differente. Secondo questa interpretazione, solo i membri del Consiglio che trascurano i loro doveri o che possiedono poteri decisionali effettivi possono essere ritenuti responsabili ai sensi della legge.
Revisione giuridica dell’adeguatezza della retribuzione: potere delle corti
In una sentenza dell’2 ottobre 2023, la Corte Suprema italiana ha affrontato il tema del diritto costituzionale dei dipendenti a una retribuzione adeguata al loro lavoro. La Corte ha annullato una decisione di merito suggerendo che una retribuzione in linea con gli accordi collettivi nazionali è intrinsecamente adeguata. Invece, la Corte Suprema ha affermato che le corti hanno l’autorità per valutare l’adeguatezza della retribuzione. Possono essere considerati vari parametri, tra cui altri accordi collettivi e dati statistici. È importante, pertanto, che i datori di lavoro, specialmente quelli responsabili congiuntamente per i dipendenti dei fornitori, prestino attenzione a questi criteri.
Doveri di un coordinatore della sicurezza nei cantieri: conferma della condanna legale
Il 14 settembre 2023, la Corte Suprema italiana per le questioni penali ha confermato la condanna di un architetto che svolgeva il ruolo di coordinatore della sicurezza nell’esecuzione dei lavori in un cantiere. L’architetto ha mancato in diversi doveri chiave, tra cui l’affrontare i rischi nel piano di sicurezza e coordinamento, garantire l’allineamento con il piano operativo sicurezza delle aziende attive e controllare adeguatamente l’attuazione delle misure di sicurezza. Nonostante il tentativo di difendersi sostenendo che le sue istruzioni erano state violate, i giudici non hanno trovato traccia di tali misure nel piano di sicurezza e coordinamento, condannando quindi l’imputato.