AI Act: considerazioni per i Data Protection Officer
I professionisti di Andersen del dipartimento europeo IP, IT e Data Protection pubblicano un approfondimento alla luce dell’inserimento all’interno della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, lo scorso 12 luglio, del tanto discusso AI Act che dovrebbe entrare in vigore ad agosto 2024.
Parafrasando le parole dei funzionari della Commissione europea ci si trova di fronte al primo caso in cui emerge la necessità di regolamentare l’uso di una tecnologia.
AI Act e tutela dei dati personali
Il complesso testo della proposta di regolamento dell’Unione Europea sull’Intelligenza Artificiale riflette in modo evidente le sfide di regolamentare una tecnologia in via di sviluppo con un potenziale non ancora del tutto scoperto o sfruttato. Con la previsione che l’AI Act diventi presto un testo giuridico ufficiale, i professionisti si accingono a studiare le opportunità e le sfide portate dall’entrata in vigore del regolamento.
Il rapporto tra Intelligenza Artificiale e la salvaguardia dei dati personali è senza dubbio un argomento molto dibattuto nell’ultimo periodo. L’articolo 2, così come gli articoli 10, 27 e 45 chiariscono che sia la legislazione europea che quelle nazionali in materia di protezione di dati personali e riservatezza delle comunicazioni rimarranno in vigore.
Tuttavia, la legge sull’intelligenza artificiale fa un ulteriore passo avanti e introduce una serie di nuovi obblighi volti a salvaguardare il trattamento di qualsiasi dato personale. Il responsabile della protezione dei dati (DPO) che opera all’interno di una qualsiasi realtà che tratti dati personali dovrà garantire il rispetto di questi obblighi.
Nel documento a questo link troverete le indicazioni principali che l’Unione ha stabilito per le figure dei Data Protection Officer. Alla luce di quanto si legge nel testo, si può ipotizzare che l’obiettivo della nuova normativa sia particolarmente impegnativo: raggiungere un delicato equilibrio tra la tutela dei diritti e delle libertà degli individui e, dall’altro lato, stimolare l’innovazione e gli investimenti nell’Unione europea in un settore importante e complesso come quello dell’IA.