ACE: riduzioni del coefficiente di remunerazione

Con l’approvazione in via definitiva del Disegno di legge di conversione del DL 50/2017 è stata nuovamente modificata la disciplina dell’ACE (aiuto alla crescita economica), agevolazione fiscale applicata ai soggetti IRES, oggetto di numerosi interventi negli ultimi mesi.

La versione finale del testo del decreto legge ha previsto una “retromarcia” su una previsione restrittiva che era stata inserita nel testo originario e, per contro, una misura compensativa in negativo applicata ai coefficienti.

È infatti venuta meno la necessità di considerare nel calcolo del beneficio fiscale le sole movimentazioni dell’anno in corso e dei quattro anni precedenti e si è tornati all’impostazione classica dell’ACE, calcolata considerando le movimentazioni del capitale proprio dal 2011 in poi.

È stato però ulteriormente diminuito il coefficiente di remunerazione da applicare alla variazione netta del capitale proprio al fine di calcolare il reddito detassato. Tale coefficiente, ridotto dalla L. 232/2016 al 2,3% in via transitoria per il 2017 e al 2,7% a regime dal 2018, è stato fissato all’1,6% per il 2017 e all’1,5% a regime dal 2018.

Il decreto non è invece intervenuto sul coefficiente previsto per il 2016 (4,75%), rimasto quindi invariato.

L’art. 7 ultimo comma del DL 50/2017 ha previsto comunque l’obbligo di ricalcolo dell’acconto IRES per l’anno 2017. Entro il 30 giugno 2017 occorrerà quindi versare il saldo IRES per il 2016 determinata con un ACE con coefficiente 4,75%, e calcolare, ai soli fini dell’acconto, un’IRES virtuale che tiene conto di un’ACE a sua volta rideterminata con il coefficiente del 1,6% sulla base della quale ricalcolare gli acconti in modo corretto.